martedì 1 novembre 2016

Pillole di Mick Taylor e un video storico e indimenticabile...


Terzo guitar hero (dopo Eric Clapton e Peter Green) a uscire dai Bluesbreakers di John Mayall, Mick Taylor (Hertfordshire, 1948) partecipa a dischi importanti, come Crusade, Bare Wires e Blues From Laurel Canion, palesando uno stile preso da Albert King e Freddie King.
Poi, nel 1969, lascia Mayall per sostituire Brian Jones nei Rolling Stones, e con lui le Pietre Rotolanti diventano “la più grande rock ‘n’ roll band del mondo”, quella di album leggendari come Sticky Fingers e Exile On Main Street, capolavori che hanno fatto la storia del rock. E proprio i suoi assoli di chitarra e di slide, così carichi di intensità e di lirismo, contribuiscono a conferire forma alla faccia più blues e “americana” del gruppo.
Lasciati gli Stones dopo un quinquennio di vita spericolata e grande musica, a metà degli anni ’70 Taylor intraprende una carriera solista, fatta più di bassi che di alti, a conferma della sua statura di chitarrista, ma di livello più ordinario come autore e cantante.

Meritano di essere ricordati, oltre a un paio di album dal vivo (Stranger In This Town e Live At 14 Below) che ne tengono in vita il nome, anche la sua presenza in Apolitical Blues, con i Little Feat di Witing For Columbus, e la collaborazione con la frontgirl dei Textones, Carla Olson.
Tratto da “Rock Blues”, di Mauro Zambellini

Il primo concerto con i Rolling Stones