lunedì 7 novembre 2016

Eric Clapton The Raimbow, Londra, 13 gennaio 1973


Eric Clapton
The Raimbow, Londra, 13 gennaio 1973

All’inizio degli anni ’70 le sparizioni improvvise delle rock star non erano più una novità. Bob Dylan sfruttò un incidente motociclistico come pretesto per tre anni di assenza dalle scene tra il 1966 e il 1969.
I Beatles sfuggirono alle pressioni della celebrità post Sgt. Pepper per ritirarsi in un eremo alle pendici dell’Himalaya con il Maharishi. Ma la fuga dalla notorietà che Eric Clapton si era autoimposto era sfociata nell’incubo di una tossicodipendenza che minacciava di distruggergli non solo la carriera ma anche l’esistenza. “Entrare nel buio fu una necessità”, avrebbe spiegato tempo dopo.
L’amico chitarrista dei Who, Pete Townshend, molto colpito dalle recenti morti di Brian Jones e Jimi Hendrix, si rese ben presto conto della piega che stava prendendo la situazione e lo stesso fece Lord Harlech, padre di Alice Ormsby Gore, all’epoca fidanzata di Clapton. Insieme i due elaborarono un piano per far sì che “Dio” ritornasse al lavoro.

Dopo una settimana di prove nella casa di Ron Wood a Hampton Court, Eric Clapton si presentò sul palco del Raimbow di Londra insieme a uno strepitoso cast di accompagnatori fra cui Jim Capaldi, Steve Winwood, Ric Grech e Rebop, oltre naturalmente a Townshend e Wood. Anche fra il pubblico spiccavano volti noti come quelli di Paul e Linda McCartney, Elton John, Joe Cocker e Jimmy Page, ansiosi come gli altri 2000 spettatori di rivedere all’opera il guru della chitarra.


Date le precarie condizioni del protagonista della serata, sempre sul punto di dare forfait, venne deciso di battezzare l’improvvisato gruppo di musicisti con il nome di Palpitations. E le palpitazioni ci furono davvero, visto che Clapton si presentò in teatro pochi secondi prima di andare in scena. Barbuto e appesantito rispetto all’ultima apparizione in pubblico, il chitarrista esordì sulle note di Layla e a quel punto tutti cominciarono a rilassarsi.

Fu un concerto storico ma non strepitoso, come riconobbe anche l’interessato, che lo avrebbe poi definito “molto sotto la media”. L’abbondanza di chitarre sul palco appiattì un po' le parti strumentali di Clapton, mentre minori attenzioni ricevette al voce, divenuta più calda e sommessa.

In quel momento la cosa più importante era averlo recuperato alla musica!

Da “Io c’ero”, di Mark Paytress


La scaletta (o parte di essa)

Layla - 6:24 - (Clapton, Gordon)
Badge - 3:18 - (Clapton, Harrison)
Blues Power - 5:20 - (Clapton, Russell)
Roll It Over - 4:11 - (Clapton, Whitlock)
Little Wing - 4:36 - (Hendrix)
Bottle Of Red Wine - 3:51 - (Bramlett, Clapton)
After Midnight - 4:25 - (Cale)
Bell Bottom Blues - 5:26 - (Clapton)
Presence Of The Lord - 5:18 - (Clapton)
Tell The Truth - 5:52 - (Clapton, Whitlock)
Pearly Queen - 4:55 - (Capaldi, Winwood)
Key To The Highway - 5:46 - (Broonzy, Segar)
Let It Rain - 7:11 - (Bramlett, Clapton)
Crossroads - 4:18 - (Johnson)

Sul palco…
Eric Clapton - chitarra, voce
Pete Townshend - chitarra, voce
Ronnie Wood - chitarra, voce
Ric Grech - basso
Steve Winwood - sintetizzatore, voce
Jim Capaldi - batteria
Jimmy Karstein - batteria
Rebop Kwaku Baah - percussioni