giovedì 4 febbraio 2016

Elvis: International Center, Honolulu, Hawaii, 14 gennaio 1973


International Center, Honolulu, Hawaii, 14 gennaio 1973

Dopo una lunga assenza, Elvis Presley aveva fatto la sua riapparizione televisiva nel 1968.
Nel frattempo aveva adattato il suo stile alle clientele sofisticate di alberghi e casinò e ciò gli aveva consentito di trionfare anche sui palchi di Las Vegas.
Era l’artista più celebre al mondo ma ne lui ne il suo manager, il “Colonnello” Tom Parker, avevano intenzione di metter il naso fuori dagli USA.
Ecco allora l’idea totalmente nuova di un concerto trasmesso via satellite: con 2 ore di esibizione Elvis si sarebbe fatto ascoltare in ogni angolo del pianeta.

I risultati gli dettero ragione: gli spettatori furono più di quelli che avevano assistito allo sbarco sulla luna nel 1969 e in Giappone un incredibile 98% dell’audience televisiva si lasciò incantare da quell’americano trentottenne in abito attillato e candido che, dal palco di Honolulu, alternava veloci rock’ n’roll a strazianti ballate sentimentali.
Se un simile evento entrò subito nella storia, pochi si resero conto dell’inferno privato che Elvis pubblico in canzoni come “You Gave Me A Mountain”, “It’s Over” e “ I’m So Lonesome I Could Cry” di Hank Williams.
Qualche mese prima la moglie lo aveva lasciato per un altro uomo portando con sé la figlia.

Anche in compagnia di due miliardi di persone, Elvis Presley restava imprigionato nella “strada solitaria” da lui cantata in “ Heartbreak Hotel.



Il concerto in numeri:
-4 giorni di prove
-23 canzoni
-13 chili persi nella preparazione del concerto
-8000 gli spettatori presenti all’ Honolulu International Center
-85000 dollari raccolti per la ricerca sul cancro
-1 milione di dollari il compenso di Elvis Presley
-2,5 milioni i costi di produzione
-1,1 miliardi gli spettatori in tutto il mondo

(Note estratte da una raccolta di Mark Paytress)


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