venerdì 31 ottobre 2014

Officina Acustica Quartet: "Albanova"

Albanova è il biglietto da visita, fresco d’uscita, della Officina Acustica Quartet.
Dell’ensemble fanno parte i seguenti musicisti: Claudio Bellato alle chitarre, Enzo Cioffi alle chitarre, Andrea Bottaro al basso e Maurizio Pettigiani alla batteria e percussioni; ospite speciale nell’album Enzo Zirilli, battera e percussioni.
Le dodici tracce strumentali che compongono il disco, la cui creazione è suddivisa tra Cioffi e Bellato, concentrano e sintetizzano il virtuosismo di artisti talentuosi che trovano il comune denominatore nella voglia di disegnare, in modo accessibile a tutti, generi e modi espressivi che a volte si tende a relegare in un angolo, etichettandoli come adatti a nicchie e a situazioni ben precise.
La mia personale percezione è che lo sforzo di fornire una facile chiave di lettura sia evidente, forse frutto di pianificazione, o magari fatto inconscio – ma assolutamente vincente.
Le passioni dei protagonisti sono dichiarate: flamenco, Latin, influssi mediterranei, fusione di jazz e musica etnica, tutti filoni che impregnano le tracce di Albanova.
La tecnica e il gusto chitarristico di Bellato e Cioffi emergono, e galleggiano favoriti dallo zoccolo duro rappresentato dalla sezione ritmica, che sostiene le trame e i cambiamenti di umore che le accompagnano.
E’ per me sempre affascinante provare a collegare una musica priva di liriche al titolo che la rappresenta, perché il gioco è quello di far partire il nastro, ascoltare qualcosa che ha nome ben definito e provare a sconfinare in mondi che appartengono ad altri, cercando le motivazioni possibili che hanno portato ad unire un nome ad un’armonia, azione che, a mio giudizio, non è mai fatta con leggerezza e casualità. E così ascoltando Danza del pueblo, Rosso vivo o Tia Pepa, tanto per citare qualche episodio del disco, la sensazione di essere al cospetto di una continua chiusura del cerchio si materializza, passo dopo passo, e mi piace immaginare che i dodici brani risultino alla fine legati tra loro da una buona concettualità, che nella mia visione di corretta creazione musicale significa piena unità di intenti e coesione, caratteristiche che valorizzano un album, al di là della capacità e delle invenzioni dei singoli.
Il brano che propongo, Amico del vento, mi pare rappresentativo dell’intero album, un lavoro pregevole targato OAQ.



Links


CONTACTS

Photo & Artwork: Luigi Cerati




giovedì 30 ottobre 2014

FACEVOX, la nuova invenzione di Bernardo Lanzetti



Dopo il leggendario Glovox, Bernardo ha inventato la "FACEVOX", cablando due maschere sovrapposte. Ci si canta dentro e le vibrazioni delle maschere vengono processate digitalmente come uno strumento monofonico.

E' stata presentata alla mostra "International Art In Venice" lo scorso 10 ottobre.


mercoledì 29 ottobre 2014

QUADROPHENIA: Mercoledì 10 dicembre



Mercoledì 10 dicembre
torna in sala a 35 anni dall’uscita

QUADROPHENIA

Il film capolavoro ispirato all’omonimo album degli Who (che quest’anno festeggiano i 50 anni di carriera) arriva al cinema in versione restaurata e digitalizzata


“Quadrophenia” fu l’ultimo vero lavoro degli Who. Lo considero un album epocale e per questo ho voluto portarlo nel nuovo millennio.
Pete Townshend


Londra, anni ’60.
Lambrette, anfetamine, parka, scontri sulle spiagge tra mods e rockers. La Gran Bretagna post bellica e la musica soul. L’esplosione di rabbia adolescenziale di una generazione che vuole provare a vivere scrivendo da sola il proprio futuro e cede infine alla disillusione. Tutto racchiuso in un film straordinario, diretto da Franc Roddam, che attinge linfa vitale e canzoni dall’omonimo album capolavoro degli Who, uno dei 10 dischi più importanti della storia del rock. Con un giovane Sting nel ruolo di Ace, uno dei protagonisti del film.

A distanza di 35 anni da quel 1979 che lo vide uscire nelle sale di tutto il mondo, Quadrophenia, il film capolavoro diretto ispirato all’omonimo album degli Who del 1973, torna al cinema in versione restaurata e digitalizzata solo martedì 10 dicembre (elenco delle sale a breve disponibile su www.nexodigital.it). Un’uscita attesissima perché cade nell’anno del cinquantesimo anniversario della band. Il film, ripercorrendo le musiche dell’album, racconta attraverso il protagonista Jimmy, i contrasti della generazione inglese degli anni ’60 che si divideva fra i Mods (giovani ben vestiti che guidavano scooter italiani) e i Rockers (seguaci del rock and roll americano anni ’50, vestiti con giubbotti di pelle e sempre in sella a grosse motociclette). Così Quadrophenia resta probabilmente a tutt’oggi il film capace di mostrare come nessun altro il connubio tra rock e ribellione giovanile.

Mentre il film cult ispirato all’album degli Who torna in sala restaurato e digitalizzato, Universal Music propone da oggi in radio THE WHO “BE LUCKY”, il brano inedito che anticipa l’uscita della nuova raccolta THE WHO “HITS 50!” prevista il 4 novembre in occasione del 50° anniversario della band di Roger Daltrey e Pete Townshend.

Con oltre 100 milioni di dischi venduti nel mondo e la reputazione di “migliore gruppo dal vivo di sempre”, per dirla con Eddie Vedder dei Pearl Jam, gli Who (Pete Townshend - chitarra, Roger Daltrey - voce, John Entwistle - basso e Keith Moon - batteria) hanno rappresentato per molti versi l’emblema del gruppo rock per eccellenza, in grado di influenzare svariate generazioni future. Furia iconoclasta, senso di appartenenza generazionale, una sconfinata ambizione musicale e un talento fuori da ogni schema si uniscono sul palco e in canzoni diventate pietre miliari della storia del rock, come “My generation”, “I can’t explain” e album come “Who’s next”,  “Tommy” e “Quadrophenia”, per la cui definizione venne coniato il temine “rock opera”. Dopo gli esordi come gruppo portabandiera del movimento mod inglese, a partire dalla seconda metà degli anni ’70 gli Who si ergono a rockband a tutto tondo, costituendo un punto di riferimento e di influenza per band loro coetanee come Beatles e Rolling Stones, e finendo per influenzare, con la loro attitudine diretta e nervosa, anche i musicisti che daranno vita alla scena punk, nella seconda metà degli anni ’70, i Clash in primis. Nonostante la morte di Keith Moon, avvenuta nel 1978, e quella del bassista John Entwistle, nel 2002, gli Who hanno proseguito a suonare e a fare dischi, l’ultimo dei quali, datato 2006, si intitola “Endless wire”. Una delle loro ultime pubblicazioni è stata proprio l’album dal vivo intitolato “Quadrophenia live”, celebrazione di uno dei loro album più belli di sempre.

Quadrophenia è distribuito in Italia da Nexo Digital in collaborazione con Universal Music, Radio DEEJAY e MYmovies.it.


martedì 28 ottobre 2014

Steve Rothery-The Ghosts of Pripyat


Anche in tempi di crisi del mercato musicale, momenti in cui l’offerta appare superiore alla domanda, e dove tutto è facilmente e gratuitamente raggiungibile, accade che attorno a certi nomi/eventi/uscite discografiche, si crei una attesa da altri tempi. Si potrebbe affermare che alcuni artisti sono in grado di stimolare aspettative da “acquisto a scatola chiusa”.
Steve Rothery, membro fondatore dei Marillon, fa parte di questa schiera di icone musicali, perché la storia non si può cancellare, e la capacità di disegnare Musica di qualità è caratteristica che rimane appiccicata per sempre.
The Ghosts of Pripyat è un album atteso, nobilitato da alcune presenze qualificanti.
Non ho modo di conoscere il motivo della scelta del soggetto, ma vale la pena sottolineare la difficoltà di realizzare un valido commento concettuale attraverso un album strumentale, che si prefigge di raccontare la desolazione nella città fantasma di Pripyat, in Ucraina, popolata e svuotata in un ristretto spazio temporale - 3 lustri - essendo risultata esposta pesantemente al fenomeno della radioattività post Cernobyl.
Non tanto le letture, ma soprattutto le immagini, possono essere il giusto veicolo da cui trarre spunto per raccontare attraverso i suoni, e la fotografia scelta per la cover è particolarmente stimolante, e spinge verso la creatività.
Per questo viaggio drammatico Steve utilizza la sua band di prestigio: Dave Foster (Mr. So and So) come seconda chitarra, Leon Parr alla batteria, Yatim Halimi (Panic Room) al basso e il “nostro” Riccardo Romano (RanestRane) alle tastiere.
Potevano bastare? No, in un paio di brani è presente Steve Hackett (l’iniziale Morpheus” e “Old Man of the Sea”), mentre Mister Steven Wilson incrocia la chitarra con Hackett e Rothery in “Old Man of the Sea”. 
Sette tracce per 54 minuti di composizioni che colpiscono al primo assaggio.
L’immagine a cui accennavo è un potente indirizzo all’ascolto (l’artwork è firmato da Lasse Hoile, noto per la collaborazione con la family ‘s Wilson), e ciò che evolve col passare dei minuti porta ad un coinvolgimento che supera stili e generi di cui i protagonisti sono sempre stati alfieri.
È un album diverso dallo standard di Rothery, che gioca molto più sull’atmosfera che non sul virtuosismo, un disco che si ripropone di far vivere un’ambientazione tragicamente statica, in cui le guests stars si calano nella parte e non prendono il palcoscenico in solitudine.
Al di là della piacevolezza di ascolto, mi preme sottolineare l’originalità della proposta, con una base di partenza all’insegna del… progetto ambizioso, e un arrivo fatto di semplicità e piena accessibilità, e arrivare diretti all’obiettivo dovrebbe lo sforzo richiesto a chiunque decida di raccontare - o raccontarsi - un pezzo di vita.

Questa la set list:
1)Morpheus
2)Kendris
3)Old Man Of The Sea
4)White Pass
5)Yesterday’s Hero
6)Summer’s End
7)The Ghosts of Pripyat

Davvero un bell’album.




lunedì 27 ottobre 2014

Roberto Fedriga


Roberto Fedriga, dopo una buona e produttiva gavetta si regala l’album di debutto, omonimo, dieci brani che disegnano un’immagine precisa di quale sia la sua filosofia musicale e il suo modo di concepire e proporre canzoni.
Gli intenti si svelano prima ancora di mettere il disco sul piatto, almeno per chi ha la possibilità e la voglia di preparare l’ascolto leggendo qualcosa su di lui, perché sapere che il suo attuale maestro è Boris Savoldelli significa afferrare al volo quanto sia importante per Fedriga l’utilizzo del mezzo vocale per regalare varietà interpretativa.
Se poi si aggiunge che il suo mito ed esempio da seguire è un certo Tim Bukley, uno dei cantanti più innovativi della storia della musica, il quadro si completa in modo definitivo.
Ma i buoni propositi e i grandi maestri non bastano per arrivare alla costruzione di un prodotto di qualità, dove l’insegnamento del passato viene utilizzato per creare originalità, un tocco personale che diventa il brand caratterizzante di un buon artista.
Roberto Fedriga riesce nell’intento, confezionando episodi emozionanti, conditi con il giusto ermetismo, cripticità che, indipendentemente dal volere dell’autore, garantisce una certa interazione legata alla possibile interpretazione strettamente personale da parte di ogni ascoltatore.
Jazz, rock, folk, sussurro intimistico e quadretti che si susseguono brano dopo brano, come quelli incredibilmente belli contenuti nel booklet a commento di ogni canzone.
Al secondo ascolto, non me ne voglia Fedriga, ho realizzato che la Musica di “Roberto Fedriga” avrebbe una sua ragione di esistere anche se il lato B dell’ipotetico vinile fosse privo di liriche, tanto sono  affascinanti e coinvolgenti le melodie e le trame proposte.
Ma chi sono i compagni di viaggio di Roberto?
Luca Finazzi alla batteria, Andrea Lo Furno alla chitarra, Francesco “Cico” Benedetti al piano, Nik Mazzucconi al basso, Guido Bombardieri al sax e al clarinetto, Lorenzo Melchiorre alla chitarra, Teo Marchese alle percussioni.
Ho accennato all’artwork, davvero pregevole, e dalle note di copertina si evince che il merito della parte grafica è da attribuire a Armando Bolivar (Alessandro Ducoli), mentre le immagini sono tratte da un volume della British Library che la stessa ha voluto regalare al mondo. La serigrafia del disco è invece un omaggio a Renoir, che Fedriga  eleva a “ ideale di Artista votato alla raffigurazione del bello”.
Fare centro al primo colpo non è risultato che tutti ottengono, ma Roberto Fedriga riesce a raggiungere l’obiettivo miscelando varie componenti emozionali che si sintetizzano in una semplicità di base che lascia il segno, sempre più evidente con il ripetersi degli ascolti.
Un giovane da far conoscere, una Musica da condividere.



Biografia

Roberto Fedriga nasce a Lovere (BG) nel 1984. La sua avventura musicale inizia con la partecipazione come cantante in varie rock band locali. Allievo del vocal performer rock-funk-sperimentale Boris Savoldelli, si affaccia allo studio del canto jazz. Dal 2008 al 2014 gestisce gli studi Undersound.
L’ascolto di autori come Tim Buckley, Tom Waits, Nick Drake e John Martyn lo influenzano profondamente nella tecnica ma soprattutto nella ricerca dell’interpretazione come obbiettivo principale dell’espressione musicale. Il suo album d'esordio Roberto Fedriga esce nel settembre del 2014 e vede la collaborazione di importanti musicisti dello scenario jazz bergamasco come Nik Mazzucconi e Guido Bombardieri.
           




domenica 26 ottobre 2014

Jack Bruce R.I.P.


È morto Jack Bruce, bassista dei Cream, una delle band fondamentali della storia del rock. Bruce si è spento a 71 anni nella sua casa nel Sufflock, in Inghilterra. 
"E' con grande tristezza che annunciamo la scomparsa del nostro amato Jack: marito, padre, nonno, e leggenda", si legge in un comunicato diffuso dalla famiglia”.

Il 23 Luglio del 2009, a Savona, sono stato a un metro da lui in attesa che fosse richiamato sul palco del Priamar per il bis, e ho ripreso un video da posizione inusuale  e privilegiata.
Incontrato nel pomeriggio, non mi aveva dato l’impressione di un uomo in salute, magrissimo, pallido e malfermo sulle gambe… i suoi problemi legati al trapianto di fegato erano noti!
Un musicista straordinario che ha fatto scuola ed è diventato punto di riferimento per molti musicisti.

Una grossa perdita!

sabato 25 ottobre 2014

Tanti auguri a Jon Anderson!


Questa mattina, facendo zapping in TV sono incappato in un video di Jon Anderson di fine anni ’80, molto “leggero” e fuori dagli “schemi YES”, eppure sono rimasto una volta di più affascinato dal suo modo di cantare, dalla sua timbrica vocale e dalla serenità da palco che emana.

Aprendo la mail ho poi trovato la nota di Wazza Kanazza che sottolineava il compleanno di Anderson… Happy Birthday Jon!




venerdì 24 ottobre 2014

giovedì 23 ottobre 2014

E' uscito MAT 2020 di Ottobre


Immagine di copertina dedicata a BOB MARGOLIN, fotografato da Brita Brookes. Chitarrista leggendario al fianco di Muddy Waters, viene intervistato da Fabrizio Poggi per la rubrica PROFONDO BLUES


E’ uscito MAT 2020 di Ottobre
Tanti articoli e tante novità, dal nuovo progetto del Banco del Mutuo Soccorso alla versione classica di Keith Emerson, dal concerto del ex Beatle Paul agli Osanna unplugged…
E molto altro ancora, da non perdere, da diffondere, da conservare!




mercoledì 22 ottobre 2014

POSTO BLOCCO 19 "Motivi di sempre"


POSTO BLOCCO 19 "Motivi di sempre"       
Finalmente lo splendido debutto dei POSTO BLOCCO 19, dagli anni 70 ad oggi!


Lungamente atteso da chi segue le trame underground del progressive italiano arriva finalmente il primo album ufficiale dei POSTO BLOCCO 19, gruppo emiliano nato addirittura nel 1972, ma con all'attivo solo un 45 giri del 1981.
Nel 2005 c'è il riassestamento della band e una ripresa concertistica (a volte con la presenza dello straordinario Bernardo Lanzetti alla voce), e ora "Motivi di sempre" suggella alla grande e doverosamente il suo meraviglioso sound settantiano.
Nei 6 brani presenti nel disco c'è l'inconfondibile magia delle sonorità della prima PFM e del Banco del Mutuo Soccorso, i due gruppi amati principalmente dal leader Raimondo Fantuzzi (chitarra, voce). Brani tuttavia originali, particolarmente ispirati, vicini alle tessiture della PFM e alle progressioni tastieristiche del Banco come raramente era capitato di sentire in Italia dagli anni 80 in poi.
Spicca la presenza alla voce del grande Bernardo Lanzetti nel brano "L'ultima Acqua", una progressione strumentale avvincente e liricamente toccante.
Ma ogni attimo di questo album vive del proprio respiro di matrice sinfonico-progressiva, delle trame efficaci di chitarra e tastiere,  delle belle melodie vocali (alla voce di Raimondo Fantuzzi si affianca la voce di Francesca Campagna).

Tracks:
1- A un passo dal cielo (suite 1)
2- E la musica va
3- All'alba del giorno dopo
4- Scandendo il tempo
5- A un passo dal cielo (suite 2)
6- L'ultima Acqua

Un disco imperdibile per tutti i prog-fans che amano il suono classico del rock progressivo italiano, quello più amato e celebrato anche all'estero!



BIOGRAFIA

Il gruppo vede la luce nel 1972, e già dal'inizio si dedica allo studio  del Progressive Rock, in particolare italiano, per esprimerlo in  concerto dall'anno seguente, dopo aver attinto, in buona parte, dai temi  musicali di PFM e BANCO, gruppi di riferimento anche in seguito. Nel  1978 la band inizia a comporre brani propri, e, parallelamente, a  collaborare con alcuni cantautori, fino al 1981, anno di uscita del  primo singolo, per conto dell'etichetta Pubbliart Bazar, la cui  copertina diverrà il logo ufficiale della band stessa. Dopo un periodo
altalenante segnato da collaborazioni  varie e produzioni individuali,  nel 2005  si torna all'attività concertistica. Spicca, sul palco, la  collaborazione saltuaria con Bernardo Lanzetti, concretizzata  discograficamente nel 2010 in una copartecipazione a un progetto
musicale della Colossus Magazine. Dopo questo cameo, si segnala  nell'anno successivo un'altra copartecipazione discografica, indi il  grande concerto celebrativo dei quarant'anni di attività live, per  approdare a oggi, a essere prossimi all'uscita, per la Locanda del Vento, side-label della Lizard Records (dedita a prog-rock italiano con affinità seventies),  di questo album, dal titolo altamente veritiero, realmente Progressive  italiano, registrato in diretta in studio, interamente composto e  arrangiato dai componenti il gruppo stesso. Da segnalare la presenza,  special guest, di Bernardo Lanzetti nel brano “L'ultima acqua” .

La formazione di Posto Blocco 19 è la seguente:

Francesca Campagna - voce solista-
Massimo Casaro - basso-
Graziano De Palma - tastiere-
Raimondo Fantuzzi - chitarra e voce solista-
Stefano Savi - percussioni-
Vittorio Savi - batteria-



martedì 21 ottobre 2014

Incontro con Vittorio Nocenzi



25 Ottobre 2014 ore 18:00

 c/o T-TRANE Books & Music Store Borgo XX Giugno, 44 PERUGIA

Presentazione e firma copie "Un'idea che non puoi fermare"

con il BANCO DEL MUTUO SOCCORSO


Un'ottima occasione per un caffè con Vittorio Nocenzi che presenterà il nuovo disco…



lunedì 20 ottobre 2014

Video intervista all'ex Acqua Fragile: 28 Maggio 2013


Era il 28 Maggio 2013, giorno magico per Bernardo Lanzetti e per molti dei presenti al VOX 40, il concerto celebrativo dei suoi 40 anni di carriera.
A metà spettacolo è arrivato il momento delle parole, non quelle di Bernardo, ma di chi ha condiviso con lui le origini musicali: gli ex Acqua Fragile.
Ecco cosa è accaduto...

domenica 19 ottobre 2014

Tropea Festival Leggere & Scrivere: Donato Zoppo



Donato Zoppo partecipa alla Terza Edizione del Tropea Festival Leggere & Scrivere,
con il suo ultimo libro King Crimson. Islands - Testi Commentati (Arcana).


Venerdì 24 ottobre alle ore 16.00 Donato Zoppo presenterà il suo libro sui King Crimson insieme a un collega di scuderia Arcana, Paolo Bassotti, autore di Sexy rock. 50 sfumature di musica e rivoluzione sessuale: Alessandro Besselva Averame di Rumore modererà la conversazione.
"I King Crimson sono uno dei gruppi cardine della storia del rock - recita il comunicato stampa - hanno inventato un genere, se ne sono distaccati senza abbracciare i suoi opposti, hanno un padre-padrone-fondatore-demiurgo senza il quale non esisterebbero, ma i testi delle varie incarnazioni del gruppo sono opera di personalità esterne come Peter Sinfield e Richard Palmer-James, o di un alter-ego come Adrian Belew. In Sexy rock. 50 sfumature di musica e rivoluzione sessuale Paolo Bassotti racconta come la musica abbia accompagnato i cambiamenti dei costumi sessuali. Due libri musicali; due modi diversi di raccontare la musica e il tempo che l’ha prodotta".
Appuntamento a Palazzo Gagliardi, Vibo Valentia, sala 2.

Sarà uno dei numerosi appuntamenti dedicati alla letteratura musicale, infatti la sezione si chiama 'Carta canta' e ospiterà, alle 19.00, Tullio De Piscopo con il suo nuovo libro, presentato dall'ottimo Vittorio Pio. Concluderà la serata Walter Veltroni, con il suo ultimo libro dedicato a Enrico Berlinguer, presentato dalla figlia Bianca.



Segue il programma completo di venerdì 24, all'interno di un cartellone davvero ricco di iniziative, collegamenti ed eventi legati all'editoria, al territorio e alla cultura in generale:

VENERDI’ 24 OTTOBRE

24 Ottobre – Ore 09.00 – Palazzo Gagliardi – Vibo Valentia
Luigi Nicolais Presidente conversa con Francesco Profumo sul tema “Svolte. La priorità dei saperi”, modera Aldo Borsese
Dall’analisi di alcuni macro dati una riflessione sulle opportunità di rilancio e riscatto dell’economia nazionale e sul ruolo trainante di università e centri di ricerca. L’obiettivo dell’intervento è dimostrare quanto attraverso lo sviluppo e la valorizzazione delle conoscenze e delle tecnologie sia nel tessuto sociale sia in quello produttivo diventi più agevole per il Paese invertire la rotta e recuperare i gap di crescita. Tra le opportunità individuate ci si sofferma sulle opportunità e sulle possibili declinazioni applicative di Horizon 2020 e delle Key Enabling Technologies.
Sezione “Calabria, fabbrica di Cultura”

24 Ottobre – Ore 11.00 – Palazzo Gagliardi – Vibo Valentia – SALA 1
Salvatore Piermarini autore di L’Aquila. Magnitudo zero (Quodlibet, 2012), conversa con Vito Teti
C’era una volta L’Aquila: città aperta allo studio e alle professioni, alle arti e ai mestieri, alla vita. Ora c’è L’Aquila delle rovine, chiusa, mortificata, incatenata, sbarrata dai cancelli, divisa dalle zone invalicabili e pericolose, devastata, presidiata da militari e vigili del fuoco. La vita continua ma la città è morta, è difficile ridarle l’anima, nonostante il coraggio e la tenacia degli abitanti. All’agonia di una città che fatica a rinascere è dedicato il libro fotografico L’Aquila. Magnitudo zero (Quodlibet, 2012),un lavoro collettivo che evoca un luogo dove sembra tutto congelato e immobile, per non dimenticare e per non lasciare L’Aquila isolata nella sua zona rossa.
Sezione “Calabria, fabbrica di Cultura”

24 Ottobre – Ore 11.00 – Palazzo Gagliardi – Vibo Valentia – SALA 2
“Noir stranieri: Il commissario Charitos e la crisi economica”. Petros Markaris conversa con Sebastiano Triulzi e Cristina Marra
Presentazione del romanzo Resa dei conti (Bompiani). Nel terzo giallo dedicato alla crisi economica il commissario Kostas Charitos festeggia il Capodanno 2014, ma la festa dura poco e cominciano i disordini sociali e una nuova indagine su strani casi di omicidio.
Sezione “Una Regione per Leggere”

24 Ottobre – Ore 12.00 – Palazzo Gagliardi – Vibo Valentia
Mario Cucinella e Carlo Colloca conversano sul tema “La periferia è la nuova forma della città contemporanea” modera Simone Tosoni
Da secoli, perdura la schematizzazione secondo cui periferia, in linea di massima, significhi “altro”. Chi è l’ALTRO? Nel medioevo erano i barbari, i diseredati, coloro che non potevano aspirare a far parte della società, oggi invece in periferia abita gran parte della popolazione. Che si tratti di periferie del mondo o periferie urbane, questo tema viene spesso trattato come un “macro-problema”. Ma oggi un simile approccio non è più sostenibile.
Le periferie delle nostre città sono realtà caleidoscopiche, bisogna dunque lavorare nel “micro”, nell’opera di rammendo, finalizzata a ricostruire i tessuti urbani e superare le barriere favorendo l’integrazione tra contesti diversi. E’ dunque compito della politica, degli architetti, dei geografi, dei sociologi, dei tecnici e degli urbanisti dialogare per determinare le condizioni di uno sviluppo armonico e sostenibile delle periferie. Questo processo può avvenire solo incoraggiando i processi partecipativi e tenendo conto delle specificità di ogni singola realtà.
Sezione “Calabria, fabbrica di Cultura”

24 Ottobre - Ore 16.00 - Palazzo Gagliardi - Vibo Valentia – SALA 2
Paolo Bassotti autore di Sexy rock. 50 sfumature di musica e rivoluzione sessuale (Arcana, 2014) e Donato Zoppo autore di King Crimson Islands. Testi commentati (Arcana, 2013) conversano con Alessandro Besselva Averame
I King Crimson sono uno dei gruppi cardine della storia del rock; hanno inventato un genere, se ne sono distaccati senza abbracciare i suoi opposti, hanno un padre-padrone-fondatore-demiurgo senza il quale non esisterebbero, ma i testi delle varie incarnazioni del gruppo sono opera di personalità esterne come Peter Sinfield e Richard Palmer-James, o di un alter-ego come Adrian Belew. In Sexy rock, 50 sfumature di musica e rivoluzione sessuale Paolo Bassotti racconta come la musica abbia accompagnato i cambiamenti dei costumi sessuali. Due libri musicali; due modi diversi di raccontare la musica e il tempo che l’ha prodotta.
Sezione “Carta Canta”

24 Ottobre – Ore 16.00 – Palazzo Gagliardi – Vibo Valentia – SALA 1
Incontro con Lucio Caracciolo sul tema “Il Califfo e noi”, introduce Domenico Sorace
L’Italia è un possibile obiettivo dello Stato Islamico, che si sta radicando nei territori devastati a cavallo di Siria e Iraq. Ma chi sono questi jihadisti, quali progetti hanno e di quali risorse dispongono? Quale può essere il ruolo dell’Italia nel combatterlo? A che cosa serve la coalizione guidata dagli Usa per sconfiggerlo? Un’analisi dettagliata della questione, basata sull’ultimo volume di Limes “Le maschere del califfo”.
Sezione “Calabria, fabbrica di Cultura”

24 Ottobre – Ore 17.00 – Palazzo Gagliardi – Vibo Valentia – SALA 1
Emanuela Guidoboni e Gianluca Valensise presentano L’Italia dei Disastri. Dati e riflessioni sull’impatto degli eventi naturali 1861-2013 (Bononia University Press , 2014), modera Fabio Foti
Perché terremoti, alluvioni e piogge causano ingenti danni? Sono aumentati gli eventi estremi? Perché l’emergenza prevale sempre sulla prevenzione? Perché spendere in emergenza piuttosto che investire in sicurezza? Il volume di Guidoboni e Valensise è il racconto di come frane, alluvioni, eruzioni, terremoti hanno segnato e continuano a segnare fortemente l’economia e la società, e fornisce anche un bilancio storico e scientifico inconsueto, che ha per scopo ultimo la sicurezza di tutti.
Sezione “Calabria, fabbrica di Cultura”
24 Ottobre – Ore 17.00 – Palazzo Gagliardi – Vibo Valentia – SALA 2
“Città noir: a Napoli col commissario Ernesto Baricco e a Palermo con l’ investigatore Enzo Baiamonte”. Piera Carlomagno autrice de L’anello debole (CentoAutori) e Gianmauro Costa autore de L’ultima scommessa (Sellerio), conversano con Cristina Marra
Investigatore per caso del quartiere della Zisa di Palermo, Enzo Baiamonte si occupa di un caso che lo proietta nel giro del gioco d’azzardo e lo pone di fronte a un doppio bluff con la morte. Commissario torinese, Ernesto Baricco indaga a Napoli sulla morte di una affascinante infermiera al ponte della Maddalena a Napoli e supportato dall’avvocato Federico Brizzi e dalla giornalista Annaluce Savino scoprirà una verità che farà tremare i palazzi del potere.
Sezione “Una Regione per Leggere”

24 Ottobre – Ore 18.00 – Palazzo Gagliardi – Vibo Valentia – SALA 1
Gian Arturo Ferrari, autore di Libro (Bollati Boringhieri, 2014) conversa con Gilberto Floriani, modera Carlo Bordone
Un libro che racconta l’oggetto libro: è all’attenzione , amorosa, nei confronti dell’oggetto cardine della trasmissione del sapere che Gian Arturo Ferrari ha dedicato il suo ultimo lavoro; il libro come strumento di indagine, ricerca, discernimento, comprensione e , in ultima analisi, conservazione in un’epoca che sempre più sembra voler rinunciare alla memoria della carta.
Sezione “Una Regione per Leggere”

24 Ottobre – Ore 18.00 – Palazzo Gagliardi – Vibo Valentia – SALA 2
Fabio Nicolucci, autore di Sinistra e Israele. La frontiera morale dell’Occidente (Salerno editrice, 2013), conversa con Pier Virgilio Dastoli
A partire da una analisi storica e cronologica dei fitti rapporti tra sionismo e sinistra europea dal punto di vista della cultura politica, dai prodromi del sionismo nel XVIII secolo sino ai tempi attuali questo lavoro vuole proporre una nuova e alternativa lettura della globalizzazione, capace di dare consapevolezza su quali siano le vere sfide nel medio oriente e nel mondo.
Sezione “Una Regione per Leggere”

24 Ottobre – Ore 19.00 – Palazzo Gagliardi – Vibo Valentia – SALA 1
Tullio De Piscopo presenta il libro Tempo! La mia vita (Hoepli, 2014), introduce Vittorio Pio
Vittorio Pio In occasione dell’uscita del libro intervista Tullio De Piscopo, un grande protagonista della musica italiana degli ultimi cinquanta anni , artista globale capace di spaziare dal jazz al rock al pop, interprete appassionato e caposcuola si racconta al pubblico del Tropea Festival, dalle umili origini in terra partenopea ai successi davanti ai grandi del pianeta.
Sezione “Carta Canta”

24 Ottobre – Ore 19.00 – Palazzo Gagliardi – Vibo Valentia – SALA 2
Sandra Petrignani, finalista VIII edizione Premio Tropea con il libro Marguerite (Neri Pozza, 2014), conversa con Barbara Citton
Sandra Petrignani racconta la vita di Marguerite Duras, dall’infanzia, quando è per tutti Nenè, agli anni centrali in cui gli amici più intimi, come Jeanne Moreau, Godard, Depardieu, Lacan, la chiamano Margot, fino al delirio megalomane e alcolico della vecchiaia in cui la scrittrice parla di sé in terza persona autocitandosi con il solo cognome: Duras. È la storia di una vita irripetibile di una donna dai moltissimi aggrovigliati amori e di una scrittrice e cineasta; la storia, infine, dei trionfi e delle sconfitte di questa donna, del suo impressionante corpo a corpo con la letteratura.
Sezione “Una Regione per Leggere”

24 Ottobre – Ore 20.00 – Palazzo Gagliardi – Vibo Valentia
Walter Veltroni conversa con Bianca Berlinguer e con Luigi Maria Lombardi Satriani, proiezione del documentario “Quando c’era Berlinguer”
“Di storia e di memoria c’è sempre bisogno”. A trent’anni dalla scomparsa, assieme a Bianca Berlinguer, Walter Veltroni presenta, Quando c’era Berlinguer, film documentario da lui scritto e diretto, che è un omaggio all’uomo, al leader politico, alla memoria, ma anche il racconto di una lunga, decisiva pagina della storia italiana attraverso le immagini, le testimonianze e la biografia
del segretario del PCI: sintesi di un patrimonio comune che molti ricordano con nostalgia.
Sezione “Calabria, fabbrica di Cultura”




sabato 18 ottobre 2014

E' in arrivo MAT 2020 di Ottobre: le anticipazioni

MAT2020, una "camera con vista" sul mondo della musica (London - Chelsea Bridge Hotel - December 2011)

Ancora poche ore è MAT 2020 di Ottobre sarà disponibile, come sempre gratuitamente.
Il nuovo numero nasce all’insegna del Banco del Mutuo Soccorso, con tre differenti apporti che riconducono alla stessa origine. E’ fatto casuale, non pianificato, e ci piace immaginarlo come un segno preciso, testimoniante che il fuoco del BANCO è in grado di autoalimentarsi.
Sono tanti i fermenti che ruotano attorno al nuovo progetto e, con l’aiuto di Vittorio Nocenzi, siamo andati alla scoperta di “Un’idea che non puoi fermare”, che collega il passato ad un futuro che si pensava potesse essere privo di stimoli, fatto giustificato dalla perdita di Big Francesco. Ma come potremo leggere, Di Giacomo è sempre tra noi e il BANCO più vivo che mai.
E’ arrivato poi il contributo di Aldo Pancotti, meglio conosciuto come Wazza Kanazza, da sempre nell’entourage del BMS, e tra i primi scrivere su MAT nel Novembre 2012: il suo commento è “dipinto” nel ricordo dei fratelli Falco, immagine toccante e documento storico da conservare.
A chiudere il cerchio ci ha pensato Marcello Todaro, primo chitarrista del BMS, che dalla California ci ha raccontato le sue impressioni dopo un concerto di Paul McCartney, tenutosi a San Diego.
Rimanendo in tema di contributi stranieri, torna a scrivere per MAT 2020 Corrado Canonici, che dall’Inghilterra descrive le esibizioni di Keith Emerson con orchestra, a celebrazione dei 70 anni che sono dietro all’angolo: Corrado ci ha confidato che si sta lavorando per portare il progetto in Italia, nel 2015, ed essendo lui parte del management siamo certi che l’idea potrà sfociare in realtà.
Nei giorni in cui il giornale veniva preparato Genova è stata colpita da ciò che è a tutti noto, e quindi non poteva mancare un commento al tema, eseguito dal direttore Angelo De Negri, che in quella città è nato e vive, e che quindi può sviscerare con cognizione di causa il suo “ A DAY IN THE LIFE”.
Proseguendo con la sezione eventi live, Franco Vassia ci racconta un concerto a lui molto caro, che lo tocca personalmente: in questo caso erano di scena gli Osanna, in singolare formazione acustica.
Per quanto riguarda il nuovo che arriva, si segnala una recensione dell’album della Steve Rothery Band, e l’avvicinamento al nuovo disco degli Unreal City.
Un ulteriore contributo alla musica progressiva arriva da Mauro Aimetti, che racconta la sua vita dedicata alla riproposizione di ELP.
Mirco Delfino intervista Alessandro Monti (Unfolk) che fornisce un’amara ma precisa fotografia dello stato della musica, e Gianni Novelli ritorna a parlarci di cinema.
Chi è Mirko Rossi? Cosa sono “Le Nevralgie Cosatanti”? Toten Schwan ci chiarisce le idee in proposito.
Lascio per ultime le rubriche consuete, gli appuntamenti consolidati che ci parlano di Metal (Maurizio Mazzarella), Blues (Fabrizio Poggi), Prog dell’altro mondo (Mauro Selis), gioielli nascosti (Riccardo Storti), album fondamentali (Alberto Sgarlato) e commistione tra musica e psiche umana (ancora Selis).
E dal prossimo numero colmeremo un vuoto, perché avremo finalmente chi ci parlerà di Jazz.
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Buona lettura.