venerdì 11 dicembre 2015

Il sogno di Scott Halpin, batterista degli Who per un giorno



Da un ricordo di Gianni Lucini ( Rock & Martello)

Il sogno di tutti…

20 novembre 1973 – Ho suonato con gli Who, adesso posso anche morire…

Il 20 novembre 1973 la tournée statunitense degli Who fa tappa a San Francisco. Il quartetto sale sul palco accolto da un boato, ma fin dalle prime note si capisce che c’è qualche problema. Il batterista Keith Moon è visibilmente ubriaco. Prima di iniziare a suonare si è imbottito di tranquillanti e alcool e anche sul  palco, tra un brano e l’altro, continua a bere. I compagni lo guardano preoccupati perché, pur abituati alle sue pazzie, temono il tracollo da un momento all’altro. Nonostante tutto, per un’ora la band dà il meglio di sé proponendo numerosi brani di Quadrophenia la nuova, monumentale, opera che, nelle intenzioni del chitarrista Pete Townshend, dovrebbe dare continuità al lavoro iniziato con Tommy. La scaletta del concerto prevede che, terminata l’esecuzione dei nuovi brani, gli Who regalino poi al pubblico una lunga carrellata dei loro brani più famosi. Proprio mentre il gruppo è impegnato in quest’ultima parte, Keith Moon sviene in scena. Inebetito dalla mistura di alcool e tranquillanti scivola a terra dal suo seggiolino privo di sensi e gli infermieri di servizio non possono far altro che portarlo via dal palco. La scena si svolge sotto gli occhi del pubblico ammutolito. Nel silenzio generale Pete Townshend si avvicina al microfono. "Hey, qualcuno tra voi se la sente di sostituire Keith alla batteria?". All’appello risponde un ragazzo che, aiutato dal servizio d’ordine, si fa largo fino al palco. Si chiama Scott Halpin, ha diciannove anni ed è arrivato a San Francisco da Muscatine, nello Iowa. È batterista per hobby e conosce a memoria tutti i brani degli Who, il suo gruppo preferito. Si sistema sul seggiolino mentre il bassista John Entwistle lo rassicura: "Vai via regolare, al resto ci penso io!". Emozionato e incosciente il giovane Halpin suona con gli Who gli ultimi tre brani del concerto e partecipa con il gruppo all’apoteosi finale tra i flash dei fotografi che lo immortalano abbracciato ai suoi musicisti preferiti. I cronisti presenti lo prendono d’assalto nell’intento di catturare le sue sensazioni. Lui, sudato, li guarda con gli occhi stralunati e risponde con un filo di voce: "È stata un’esperienza fantastica, adesso posso anche morire…".



Scott Halpin è deceduto il 9 febbraio 2008 all'età di 54 anni. Scott è sempre stato restio a parlare dell'avvenimento, anche molti anni dopo, dicendo di aver vissuto quei momenti in maniera frenetica e di conservare solo ricordi annebbiati. Al termine del concerto gli Who ringraziarono Halpin promettendogli 1000 dollari e regalandogli una giacca del tour americano in corso che gli venne rubata quasi immediatamente. Il giorno successivo il Chronicle di San Francisco gli dedicò una lusinghiera recensione.
Originario dello Iowa, musicista e compositore, Scott ha lasciato una moglie e un figlio a cui Pete e Roger hanno inviato le proprie condoglianze.
La voce di Scott Halpin:


Accadde quel giorno... saltare al minuto 7... se si è impazienti!