martedì 24 settembre 2013

Intervista ai Pandora


Ha visto la luce  il 23 settembre il terzo album dei PandoraAlibi Filosofico, presentato ufficialmente a Torino.
La band ha risposto a qualche domanda, raccontando qualche dettaglio e fornendo notizie interessanti sul disco e ... su molto altro.




Intervista ai Pandora

Dopo un po’ di mistero è arrivato il momento dell’uscita del vostro terzo album, Alibi Filosofico: che tipo di continuità esiste rispetto ai vostri lavori passati?
Beppe Colombo:  Sicuramente una progressione nello sviluppo delle tematiche, nella tecnica musicale e un maggiore affiatamento… qualche hanno di esperienza in più ci ha portati a costruire qualcosa che va oltre le nostre immaginazioni, senza dimenticare la passione e l’anima che collega tutti i nostri lavori.
Corrado: E’ anche un disco nato nella massima tranquillità e armonia; lavorando nel nostro nuovo studio abbiamo potuto dare il meglio di noi stessi. Penso che "Alibi filosofico" rappresenti la maturità della band ed è sempre un piacere lavorare con Beppe e Claudio; loro sono padre e figlio ed io ormai mi considero quasi come un fratello del primo e "zio" del secondo, visto gli anni di differenza!

Mi raccontate il succo del disco, la concettualità, il messaggio?
Claudio: Questo nuovo lavoro raggiunge una certa evoluzione dal lato tematico e strutturale il cui merito è sicuramente il significato che racchiude in sé. Fin dall’inizio i Pandora hanno sempre voluto esprimere la propria voglia di far musica attraverso forti elementi sinfonici, senza dimenticare la teatralità, che però nel primo disco era qualcosa di fondo e non ancora completamente insita nel progetto; con “Sempre e Ovunque Oltre il Sogno” si è raggiunto un altro gradino, perché la musica si è fusa al concetto completo di teatralità, quasi come fosse la colonna sonora di un film tutto da sentire ed immaginare; in questo nuovo lavoro invece abbiamo raggiunto un ulteriore step evolutivo: questa volta l’intero disco racchiude varie vicende facenti parte di un concept che portiamo avanti dal primo disco (fantasy e non), che vengono completamente narrate dal booklet (elemento importante per l’ascolto completo del disco, e che sarà disponibile anche in inglese sul nostro sito per i fans di tutto il mondo) quasi come un’opera teatrale, dando quindi veramente sfogo a quel lato artistico visivo, oltre che uditivo, a cui da sempre puntiamo. Questo soprattutto grazie alle splendide illustrazioni di mia moglie Emoni.
Entrando nello specifico “Alibi Filosofico” racchiude al suo interno diverse storie, e prendo per esempio due dei temi principali del disco, anche se sarebbe fantastico parlare di ogni singolo brano, ma così rovinerei la sorpresa, che prenderà luce con l’aiuto del booklet: ‘Il Necromante, Khurastos e la Prossima Vittima’ e ‘Né Titolo Né Parole’ sono il seguito della storia di Chad-Bat e narrano cosa è successo dopo che il druido con la sua formula finale aiuta l’esercito a vincere la battaglia (Vedi “Sempre e Ovunque Oltre il Sogno”), facendo emergere elementi più specifici e svelando altri aspetti di questa storia così intensa.
Con “La Risalita” e “Apollo” diamo seguito ad un’altra vicenda, quella di Pandora. Ci siamo allontanati dalla storia originale del personaggio mitico ed è diventata come un occhio per visualizzare i miti antichi da un altro punto di vista. Dopo aver sceso lo Stige (‘Discesa Attraverso lo Stige’) e aver incontrato Ade (‘Ade, Senzasione di Paura’) Pandora si ritrova alla fine a risalire lo Stige tra mille difficoltà fino ad incontrare Apollo che la porterà in un mondo fuori dal normale, spremendogli davanti ai limiti della follia il suo concetto di Arte. L’idea è stata quella di creare due storie narrate di disco in disco, cercando di dare più volume possibile, cosa che, grazie alle descrizioni contenute nel booklet, ora è ancora più visivo.
Quindi un solo messaggio è il nostro cavallo di battaglia: espressionismo a 360°.

Ciò che raccontate è infarcito di elementi fantastici e mitologici: qual è il link rispetto alla quotidianità?
Claudio: La quotidianità è ovunque ci sentiamo a casa. Per noi la mitologia e l’ambientazione fantasy sono di casa, e quindi rappresentano buona parte della nostra giornata; il Signore degli Anelli per esempio, Dungeons & Dragons, la mitologia antica greca, fumetti, fantascienza, tutti elementi che al di fuori della musica stimolano le nostre menti e i nostri sentimenti, e tutto questo non può che riflettersi all’interno della nostra musica attraverso racconti ispirati o concetti elaborati. Quindi, come dicevo, la quotidianità moderna ha, anche se non visibili, caratteri fantasy.
Corrado:  La mitologia e il fantasy sono due temi che contraddistinguono le nostre canzoni. In "Dramma" ci sono Pandora e San Giorgio, in "Sempre e ovunque" c'è il druido ed ora in "Alibi" abbiamo "Apollo" e il grande pittore emiliano Antonio Ligabue. E' stimolante poter scrivere delle canzoni su questi personaggi perché sappiamo che possono emozionare i nostri fans, così come emoziona noi che ne cantiamo le lodi.

Alla fine dell’ascolto comune, avvenuto nel mese di maggio, ho sentito Matthias Scheller fornire un giudizio molto preciso: “… è il vostro album più prog!”. Voi come lo giudichereste dal punto di vista strettamente musicale?
Beppe: Siamo d’accordo con lui! Come si può non essere d’accordo dato che è il nostro discografico e ci ha visti evolvere? Scherzi a parte, noi non classifichiamo la nostra musica, le nostre composizioni escono da quello che abbiamo dentro e da tutto ciò che ci ha formati; ascoltando molto rock ecc… è inevitabile che venga fuori la nostra cultura formativa.
Un giudizio che potrei dare sul nuovo lavoro è che c’è una crescita musicale e le idee sono molte e ben sviluppate, pertanto, come dicevo prima, crescendo si matura sotto ogni aspetto, mentale e musicale. Sperando che la nostra evoluzione musicale possa essere recepita nel migliore dei modi!

Lunga la lista degli ospiti: potete elencarli raccontando qualche aneddoto o ricordo che riporta al momento della registrazione/assemblaggio?
Beppe: L’idea era quella di poter lavorare con alcuni degli artisti che ci hanno formati e ci han fatto emozionare; abbiamo chiesto di partecipare a quelli che ci sembravano più “inseribili” in quello che stavamo realizzando. Per primo ci è venuto in mente David Jackson, prima per la voglia di suonare con un mito, e poi per il suo modo unico di suonare il sax; per me è l’uomo che ha innovato la musica pop negli anni 70 con quel sax usato in modo irripetibile e personale.
Naturalmente David non è solo un grande musicista, ma anche una grande persona, e siamo rimasti ammirati dalla sua semplicità e gentilezza! Ascoltando parte dei brani che avrebbe dovuto suonare aveva già capito cosa volevamo e in molte parti si è espresso liberamente, senza restrizioni, lasciandoci a bocca aperta!
Vorremmo anche mettere in rilievo, raccontando al mondo, quello che David fa da molti anni con il suo imepgno musicale e umano con i ragazzi disabili della Manor Meldreth School; questa cosa ci ha commossi e ci è venuta l’idea di fare partecipare i ragazzi della sua scuola in una parte del brano “Apollo”, più precisamente in una parte centrale quasi psichedelica, che calzava a pennello con la libera espressione dei ragazzi e con i sax di David. Esperienza toccante.

Claudio: Parlare di Progressive e far delle scelte al riguardo è sempre qualcosa di difficile perché in più di 40 anni di storia ha avuto evoluzioni inaspettate, decadimenti e rialzate fantastiche, ed una delle persone a mio parere più simboliche del prog moderno è il compositore Arjen A. Lucassen. Adoro il suo tocco e suono di chitarra, e sono cresciuto musicalmente ascoltando le sue composizioni e sognando i suoi concept, estasiato;  ho pensato di proporlo in questo nuovo lavoro come esponente “moderno” del prog- ha dato veramente molto al mondo della musica moderna grazie alla sua geniale mente compositiva - con l’idea di unire assieme ospiti di epoche diverse in maniera eccellente ed intelligente. Il risultato, a nostro parere, è stato pazzesco, con un’entrata in scena nel disco da pelle d’oca. Arjen è una persona molto corretta, professionale e disponibile nel cui lavoro si sente veramente la sua passione e la sua voglia di far musica. Anche nel suo caso si può parlare di un’esperienza unica che difficilmente dimenticheremo!
Altro nome che ho proposto è stato quello di mia moglie Emoni! Da quando ho scoperto che sa cantare, e anche bene, non ho potuto far a meno di cominciare a lavorarci assieme, tirando giù le prime note di “Né Titolo Né Parole”, seduti sull’erba di un parco. Il brano inizialmente doveva esser cantato in inglese poi abbiamo pensato di farlo in elfico, e ci abbiamo lavorato molto per cercare di capire come riuscire a far un lavoro professionale pensandolo come semplice brano acustico, che però poi si è trasformato in semi-acustico e infine in brano elettro-acustico! Sentendo la sua dote mentre lavoravamo a quel brano ho pensato che la sua voce avrebbe dato un apporto molto forte in alcuni punti del disco e quindi l’abbiamo coinvolta completamente facendola partecipare in più di una traccia, e dandole la possibilità di interpretare il personaggio di Pandora in “Apollo”. Lei è una persona fantastica che prende tutto con dedizione e cuore, dotata di un’umiltà eccelsa e portatrice di armonia. Lavorare con lei è sicuramente qualcosa di eterno.

Corrado: Abbiamo incontrato Dino Fiore in occasione di un concerto a Milano dove abbiamo suonato insieme a Il Castello di Atlante, ed è subito nata una grande amicizia e stima reciproca; quando abbiamo iniziato le registrazioni di "Alibi Filosofico" gli abbiamo chiesto se avesse avuto piacere di suonare il basso in un nostro brano e lui con felicità ed entusiasmo ha accettato.
Durante la sua sessione non abbiamo potuto fare a meno di notare quanta professionalità e amore Dino sa trasmettere, perchè ama la musica in modo viscerale! Inoltre quando gli abbiamo comunicato gli altri ospiti, ed in particolare che nel brano dove ha suonato c'è l'assolo di Lucassen, ha avuto un sussulto di gioia! E' stato davvero un piacere avere nel disco un musicista ed amico di questo livello.
Beppe: Per alcune partiture di basso ha partecipato Leo Gallizio ottimo bassista oltre che nostro session-man live e, cosa che tengo a sottolineare, grande amico.
Poi una grande novità: Duilio Mongittu, grande personaggio, ex-cabarettista e musicista, che abbiamo coinvolto dopo anni di assenza dall’arte. Migliore interprete per impersonare “Apollo” non potevamo trovare, con luì è stata un’altra fantastica esperienza. Un ragazzo pieno di vitalità e di grande espressione interpretativa.

Rispetto al passato Emoni Viruet ha assunto un compito supplementare, e oltre all’art work si dedica a cori e voce: come è nata questa evoluzione?
Claudio: Menzionare l’amore conta? In un rapporto forte come quello tra me e mia moglie, dove si condivide tutto e si vive a pieno l’arte, 24 ore su 24, era inevitabile questo tipo di evoluzione! Ma lascio la parola ad Emoni.
Emoni: Ovviamente ho sempre ammirato molto il lavoro dei Pandora, un po’ da fan esterna e un po’ da addetta ai lavori artistici (perché ti fa immedesimare ancor di più nella loro musica!). Per quanto riguarda la voce e cori, premetto di essere una persona timida e non avrei mai pensato di ritrovarmi tra le note musicali! Tutto è nato dopo che mio marito Claudio mi sentì canticchiare e così pensò che la mia voce poteva aggiungere un elemento in più ad alcune delle loro composizioni. Devo dire che mi sono divertita molto, mi è piaciuto cantare e usare qualche percussione (divertentissime!) ma oltre tutto sono contenta di aver dato una mano al gruppo affinché loro possano esprimere quello che vogliono nelle loro canzoni.
Corrado: Emoni è stata la vera sorpresa di questo disco, perché nonostante l'apparente timidezza ha tirato fuori un gran carattere. Oltre al notevole talento artistico ha dimostrato grandi capacità canore! Del resto col marito che si ritrova!

Cosa è cambiato rispetto al passato dal punto di vista della produzione?
Beppe: Sono cambiate diverse cose, la prima è che abbiamo registrato in uno studio tutto nostro, pertanto senza pressioni e vincoli, liberi di registrare in ogni momento cogliendo ogni nuova idea, senza i problemi di quando vai in un altro studio, come il non poter mettere a punto quello che hai per la testa perché ci sono vincoli di orario, budget da rispettare e naturalmente perché qualche altra persona estranea che non ha nulla a che vedere con il lavoro è in mezzo tra te e il lavoro completo.
Le passate esperienze ci hanno condotto verso la totale autonomia, con il risultato che potrete sentire voi stessi; devo sottolineare che ci siamo trovati una grande mente geniale, quella di Claudio, che è in grado di fare da musicista, da fonico, da grafico,  da tecnico, ecc.! Mille cose in un uomo solo! Non tutti hanno questa fortuna! Naturalmente Claudio principalmente è un grandissimo musicista, questo bisogna sottolinearlo visto che suona parecchi strumenti, risolvendo il problema di dover far combaciare altre teste; dopo anni noi tre musicalmente siamo una mente sola e pertanto  ci è difficile pensare a chitarristi, bassisti, ecc… scriviamo tutto noi.
Aver fatto tutto da soli è stato il massimo, soprattutto perché abbiamo raggiunto i risultati che volevamo.

Immagino non sarà semplice proporre l’album dal vivo con la partecipazione di Jackson e soci. Quale dovrebbe essere la vostra conformazione live più frequente?
Beppe: Sarebbe il massimo avere tutti i partecipati in un unico palco… sai, nella vita non si sa mai!Per il momento la formazione live per un 90% è la stessa dei  concerti di “Sempre e Ovunque Oltre il Sogno”: Jerry Arcidiacono alle chitarre e leo Gallizio al basso, con l’aggiunta di Emoni che si cimenterà nelle percussioni e nelle parti vocali da lei cantate in “Alibi Filosofico”. In più, se libero da impegni con Il Castello di Atlante, ci sarà la possibilità di avere la presenza di Dino Fiore in alcune occasioni.

Che tipo di aspettative avete riversato su Alibi Filosofico?
Beppe: personalmente non mi pongo aspettative anche perché il mondo musicale italiano e quello che è, ma su questo ci vuole un’intervista a parte perché di cose da dire ne avrei molte. Personalmente mi aspetto che la nostra musica porti interesse, ma soprattutto che arrivi il messaggio che è composta da tanta fantasia e passione. Vorrei prima di tutto che la nostra musica regalasse emozioni forti, sincere e indimenticabili, poi il resto se deve arrivare arriverà!
Corrado: Indipendentemente da quale sarà il successo del disco devo dire che siamo già ampiamente ripagati dei sacrifici fatti fino ad ora; certamente la qualità e l'impegno messi meriterebbero una buona ricompensa!

Claudio: “Alibi Filosofico” è l’insieme di passione e dedizione alla musica. Abbiamo dedicato ad esso molto e con spensierata voglia ne abbiamo curato ogni minimo dettaglio. E’ un “figlio” che risentendolo non ci stanca mai e ci auguriamo che queste sensazioni accolgano anche le orecchie del pubblico perché è un lavoro che ha molto da offrire e tanto da scoprire.