sabato 28 settembre 2013

Duilio Mungittu e... Apollo...



Duilio Mungittu ha partecipato all’album Alibi Filosofico dei Pandora.
Ecco il suo pensiero…

La mia storia artistica è abbastanza breve, non ho mai fatto cose troppo impegnative ma quelle che io chiamo “da giocheria”; l’esperienza con i Pandora è stata bellissima, la vita in comune, la registrazione… tutto molto motivante.
Io sono capitato per caso nella sfera “Pandora”; sono stato contatto per l’interesse verso la mia voce in funzione del personaggio “Apollo”, e adesso sono curioso di ascoltare l’insieme, per vedere se loro avevano davvero ragione nell’affidare a me un compito così impegnativo.
Ho un passato da musicista… precario, perché non ho potuto approfondire più di tanto, per esigenze di vita quotidiana, e quindi ho dovuto posizionare la musica su di un piano minore; ho afatto alcune esperienze, ma mai troppo “serie”, una sorta di gioco, bellissimo, ma pur sempre un gioco.
In Alibi Filosofico, il ruolo di Apollo è arrivato inaspettato, ma mi ha fatto sentire importante e il risultato mi pare sia positivo; collaborare con i Pandora è stato coinvolgente e sono stato messo completamente a mio agio. Conoscevo il personaggio attraverso la mitologia, ma nel momento della mia entrata nel personaggio io ero realmente immedesimato nella parte. Quando mi hanno proposto il ruolo pensavo mi prendessero in giro, e invece mi sono reso subito conto della valenza del progetto, fatto bene, curato nei minimi particolari, e adesso … mi sento quasi Apollo e mi farei chiamare proprio con quel nome! Non conosco l’album nel suo insieme, ma ne ho ascoltato alcune parti mentre eravamo in fase di registrazione. E’ un genere musicale che mi appartiene, che mi ricorda i primi anni ’70, ed è stato bello captare la ricerca di nuove sonorità da parte di un grande gruppo. La mia più grande curiosità è quella di ascoltare il lavoro finito, e immagino che a quel punto avrò un’altra grossa sorpresa positiva, e il fatto di aver dato il mio apporto nello stesso brano in cui suona David Jackson non può che inorgoglirmi.
Ormai il mio treno è passato e non penso più ad un futuro di tipo artistico, ma una collaborazione “leggera” su altri progetti è auspicabile, anche se non penso che mi butterei in avventure simili con altre band con cui non sarei certo di ritrovare lo stesso feeling che ho sentito in questo caso.
Comunque a casa ho ancora un sax contralto - ma anche molti altri strumenti - che non uso da anni, e la musica ha sempre fatto parte della mia vita ed è fonte di grandi emozioni, quindi mai dire mail, anche se in questo preciso momento della vita considero la sezione musica solo come un gioco fantastico, che nel caso specifico mi ha riempito l’anima. Se pensiamo a ipotetici prossimi progetti musiclae devo ancora fare riferimento a ciò che ho appena fatto: la differenza la fanno le persone, e i Pandora, oltre a valenti artisti, sono seri e piacevoli e sanno dare la mano giusta, quando serve, e questo permette di fare uscire il meglio di sé, anche quello che non si pensava di possedere ed invece era solo latente… e chissà che non possa rispolverare il sax per contribuire, in modo diverso, alla causa comune?