domenica 29 agosto 2010

Lingalad-Comunicato stampa


Una storia curiosa e unica quella dei Lingalad: gruppo italiano(Bergamo)che suona in giro per il mondo(New York, Toronto, Bruxelles, Amsterdam...) pur mantenendo la propria indipendenza discografica.

Invitati in Canada a suonare alla prima mondiale del film “Il Signore degli Anelli” di Peter Jackson, hanno parlato di loro Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Giorno, Panorama, La Voce, Tg1, Tg3, Rai International, SkyPlanet, ecc.

Per leggere alcune recensioni: www.lingalad.it.

Degna di nota la lettera di complimenti ricevuta da Priscilla Tolkien, figlia del Professore di Oxford.

Il gruppo ha realizzato cinque cd:

1) Voci dalla Terra di Mezzo (dedicato al Signore degli Anelli)

2) Il Canto degli Alberi (strumentale)

3) Lingalad in concerto (registrato nella Chiesa Vecchia di Predore)

4) Lo Spirito delle Foglie

5) La Locanda del Vento

La band lombarda ha anche all'attivo un dvd dal titolo I Sentieri di Lingalad (1h e 30m), che contiene tra l’altro un video in pellicola 35 mm prodotto dalla Filmaker di Asola (Mn) con la direzione della fotografia del ben noto Gigi Palumbo.

I Lingalad sono ben rappresentati on line, dove più di 400 siti italiani e stranieri propongono notizie, interviste, curiosità e recensioni del gruppo in oltre dieci lingue diverse. È da poco nato il fan club del gruppo: www.myspace.com/lingaladfanclub.

Nel 2006 il cd Il Canto degli Alberi si è classificato al secondo posto al concorso nazionale promosso dalla TOAST RECORDS per il M.E.I. di Faenza.

Il cantante del gruppo, Giuseppe Festa, nel 2006 ha pubblicato il romanzo I Boschi della Luna per Larcher Editore.

Dal febbraio 2008 è disponibile nelle librerie il libro-biografia La musica dei Lingalad: da Tolkien ai Segreti della Natura, di Donato Zoppo. Editore Bastogi (210 pagine a colori + cd antologico con tre brani inediti).

Nel 2009 i Lingalad si classificano primi al concorso di Radio LIFE GATE “Talenti per Natura” con il video Il Vecchio Lupo.

Nel 2010 esce il cd La Locanda del Vento (Lizard Records) e nell’agosto dello stesso anno sono ospiti della radio neozelandese RADIO LIVE, mentre la radio nazionale svizzera RETE UNO trasmette il brano I Boschi della Luna, con la partecipazione dell’attore Gianni Musy.

Lingalad:


Giuseppe Festa : voce, chitarra, flauti
Claudio Morlotti : chitarre, strumenti etnici e antichi
Fabio Ardizzone : basso
Giorgio Parato : batteria, chitarra, pianoforte
Luca Pierpaoli: chitarra


Special guests:

Davide Camerin: voce in Toni il matto
Gianni Musy e Davide Perino: recitativi in I boschi della Luna
Roberto Scola: fisarmonica in Il profumo del tempo
Francesca Cazzulani: voce in Alice
Sara Romoli: voce in Aria oltre le stelle


Per informazioni e per ordinare on line i prodotti dei Lingalad:

www.lingalad.it

www.myspace.com/lingalad

Contatti:

info@lingalad.it – tel 339-6231770

Synpress44 Ufficio stampa:

www.info@synpress44.com

synpress44@yahoo.it

venerdì 27 agosto 2010

Gianni Leone e i Beatles


Gianni Leone mi ha regalato un suo scritto di una decina di anni fa che propongo integralmente.

I Beatles? Perchè no!
La proposta all’inizio mi lasciò alquanto perplesso: si trattava di scegliere alcuni brani dei Beatles e riproporli dal vivo sul palco del Centrale del Tennis al Foro Italico di Roma nell’ambito del “Beatlesmania Festival” organizzato dall’Official Fan Club Pepperland. Le ragioni del mio tentennare erano molteplici. Innanzitutto, i Beatles –pur col dovuto rispetto e ammirazione- non sono e non sono mai stati il gruppo al primo posto tra le mie preferenze, poi perché con il Balletto di Bronzo non avevo mai eseguito brani di altri artisti, ma forse più che altro mi preoccupava il rischio che si corre quando si decide di reinterpretare dei brani tratti dal repertorio più saccheggiato al mondo e cioè quello di ritrovarsi di colpo catapultati in una dimensione astratta in cui ci si sente assediati da un campo minato a Nord, un fitto ginepraio a Sud, le sabbie mobili a Est e un giungla intricata e insidiosa a Ovest. Negli ultimi decenni abbiamo assistito a un continuo proliferare di cover dei brani dei Beatles realizzate dai più sublimi e ineguagliabili interpreti ma anche –ahimè!- dai più sgangherati scalzacani da balera estiva tra gli ombrelloni-oni-oni o da scialbe orchestrine nei quiz televisivi. Come minimo si rischiava di fare una magra figura o addirittura scadere nel famigerato e da me tanto aborrito “effetto piano bar”!... Ciononostante una vocina dentro la testa mi ripeteva che quella sfida era tanto, tanto allettante. Alla fine ho ceduto. Ho passato in rassegna un po’ di vecchi album dei Beatles ed ecco che, eliminando a priori e senza pietà tutti i brani più melodici e sfruttati, piano piano sono arrivato a una rosa di pezzi davvero stimolanti, che ho voluto riarrangiare senza stravolgerli (magari solo per il gusto di renderli irriconoscibili: squallido trucchetto!...), ma rispettandone la struttura di base, dandogli con la mia “zampata” un colore inedito e decisamente personale, in realtà più vicino allo spirito di Gianni Leone/LeoNero che a quello del Balletto, direi. Infatti li ho interpretati con tanta gioia, li ho “sentiti” come fossero stati composti da me, e questa è stata un’emozione davvero esaltante.
Naturalmente non posso non citare i miei compagni e cioè il batterista-fiammeggiante Riccardo Spilli e il bassista-prodigio Alessandro Corsi, i quali hanno dato un valido e indispensabile apporto alla felice riuscita del concerto. A proposito: il repertorio della serata era composta dai brani “I Want You”, “Dear Prudence”, “Jealous Guy” (trasformata in una ballata rollingstoniana, inserita nel cd “Beatlesmania” edito dall’Official Beatles Fan Club Pepperland), “Working Class Hero”, “Sexy Sadie”, trasformata incredibilmente in un…charleston, inserita nel cd “Beatlesmania 2” del 2004 (proposta a fine pagina) e “Yer Blues”. Niente male, vero? Solo in un secondo momento l’amico Luigi Luppola, presidente dell’Official Beatles Fan Club Pepperland, mi ha rivelato che anche i brani firmati Lennon-McCartney, come per esempio “Dear Prudence” o “Yer Blues” o “Working Class Hero”, furono composti in realtà dal solo Lennon. Questo mi conferma ciò che ho sempre pensato e cioè che l’anima più profonda ed eversiva dei Beatles era John e non Paul, un po’ troppo zuccheroso e bamboleggiante sia come artista che come persona, ma questo è un mio parere personale. A McCartney devo però indubbiamente riconoscere un grande talento come bassista. Infatti fin dai primi dischi si sentono un suono, una tecnica raffinata e grintosa, rarissimamente riscontrabili in altri gruppi. All’epoca, nell’ambito del Pop, i bassisti si limitavano a suonare basandosi sulle note fondamentali degli accordi, senza impegnarsi più di tanto per elaborare linee armoniche e melodiche sul loro strumento. Paul, invece, era dotato di ben altra concezione bassistica. Basti pensare al giro di basso di “Come Together”, per esempio, per rendersi conto del grande impatto che può avere questo strumento quando è suonato in modo tale da renderlo portante e non di mero accompagnamento.
Andando a riascoltare i vecchi dischi dei Beatles, si resta folgorati dalla quantità di anticipazioni e presagi musicali che hanno disseminato qua e là nella loro intera produzione. Appaiono evidenti e riconoscibili i prodromi, i germi di innumerevoli correnti e generi musicali come la Psichedelìa, il Progressive, lo Sperimentalismo, il Demenziale e persino il Glam Rock: provate a riascoltare “Sexy Sadie” (Album Bianco, 1968) e vi accorgerete che potrebbe benissimo essere un brano di David Bowie nel periodo Ziggy Stardust (1972-1973); sembra addirittura di sentire Mick Ronson alla chitarra nell’arpeggio in si minore all’inizio della strofa (…”What have you done”…)!
Quest’avventura musicale mi ha galvanizzato e non vedo l’ora di riproporre il concerto -che, peraltro, è davvero piaciuto a tutti- al più presto. Magari potrei arricchirlo con brani se possibile ancor più coinvolgenti e… solleticanti. Di certo la materia prima da cui attingere non manca. Ne riparleremo. Un saluto a tutti gli amici della musica.
Gianni Leone, agosto 1999
Testo riveduto nell’agosto 2010.


giovedì 26 agosto 2010

The Concert for Bangladesh


Nella Hit Parade italiana (Top 100) del 1971, il centesimo posto (miglior piazzamento n.18) va a Bangla Desh, di George Harrison.

Ecco come è ricordato il "Concerto per il Bangladesh" su wikipedia.


Nell'estate del 1971, rispondendo ad un invito di Ravi Shankar, Harrison organizzò in prima persona il celebre Concerto per il Bangladesh, iniziativa benefica a favore delle popolazioni di profughi dalla guerra civile tra India e Pakistan, che portò alla costituzione dello stato del Bangladesh.
L'evento, che sarebbe diventato il suo "fiore all'occhiello", fu la prima iniziativa musicale di beneficenza di ampia portata ed ebbe una risonanza mondiale. Il 1° agosto furono organizzati due spettacoli dal vivo al Madison Square Garden di New York, che fecero registrare il "tutto esaurito" grazie alla presenza di ospiti illustri quali Bob DylanRavi Shankar,Eric ClaptonLeon Russel e Ringo Starr.
Gli spettacoli furono seguiti da un pubblico di circa 40.000 spettatori. Il secondo concerto fu registrato e pubblicato sul triplo LP live intitolato "The Concert for Bangladesh" (1971), che ottenne un notevole successo in tutto il mondo.
Dall'evento fu ricavato anche un film concerto dallo stesso titolo (1972). George Harrison Ravi Shankar ricevettero poi il premio Child Is The Father of the Man dall'UNICEF, come riconoscimento per gli impegni umanitari, mentre il doppio album ricevette il premio "Album dell'anno" ai Grammy Awards del 1972.
Considerando la portata dell'evento, gli intenti benefici furono tuttavia raggiunti soltanto parzialmente. Nel corso del 1972, i funzionari del Fisco americano sollevarono varie questioni in merito ai proventi raccolti dal concerto e dalle iniziative connesse.
L'album, tra l'altro, non fu considerato una pubblicazione benefica, con la conseguente applicazione sui proventi della normale tassazione per le pubblicazioni standard. Una parte consistente dei fondi raccolti rimase quindi bloccata fino al 1981.
Fu un duro colpo per Harrison, che rimpianse per lungo tempo il fatto di aver organizzato il concerto in fretta (cinque settimane soltanto) e di non aver istituito, causa i tempi ristretti, una fondazione benefica a cui destinare subito e senza problemi tutti i fondi raccolti.


martedì 24 agosto 2010

The Yardbirds



The Yardbirds sono stati uno dei primi gruppi rock britannici, noti per aver dato inizio alla carriera di molti dei più famosi chitarristi di musica rock, tra cui Eric Clapton, Jeff Beck, e Jimmi Page.
Una band Blues che giunse al pop rock sperimentale dopo una serie di grandi successi come "For Your Love "e "Heart Full of Soul".
La loro musica riusciva a connettere l'R§B britannico con lo stile psichedelico.
Gettarono le basi per la successiva esplorazione dell'Hard rock da parte dei Led Zeppelin, e i chitarristi che fecero parte di questo gruppo divennero ben presto estremamente influenti nel panorama musicale internazionale.
Aprirono la strada a quasi tutte le innovazioni chitarristiche degli anni 60( fuzz tone, feedback, distortion) e miglioramento dell'amplificazione, e furono i primi a porre maggior enfasi sul virtuosismo e la sperimentazione. 
Con lo scioglimento della band, il cantante Keith Relf e il batterista Jim McCarty andarono a formare i Renaissance, la prima formazione del famoso gruppo progressive folk, per abbracciare sonorità più morbide, mentre il chitarrista Jimmi Page, possessore ancora del nome New Yardbirds formò una nuova band, ribattezzata in seguito Led Zeppelin.
Il bassista Chris Dreja invece si ritirò dalle scene musicali preferendo fare il fotografo.  

Curiosità:
Parteciparono nel 1966 al Festival di Sanremo, nella categoria debuttanti. 

In tale occasione rimase famosa la presentazione di Mike Bongiorno che traducendo a braccio il loro nome, li ribattezzò "Gallinacci".
Cantarono la canzone " Questa volta", in coppia con Bobby Solo e Paff Bum in coppia con Lucio Dalla.


Ho sempre pensato che "Dazed and Confused "fosse un brano dei Led Zeppelin , ed invece ho scoperto che...
"La canzone è una delle più famose dei Led Zeppelin, inclusa nelle scalette di ogni tour fino al 1975, poi "abbandonata" e ripresa per la reunion all'O2 Arena di Londra, meglio noto come Milllenium Dome, il 10 Dicembre 2007. 
Il brano è una cover di una canzone degli Yardbirds, band in cui militava Jimmi Page prima di approdare agli Zeppelin, per cui le due band discuterono sul suo utilizzo.
Alla fine gli Yardbirds acconsentirono e la canzone potè essere registrata e quindi inclusa nel loro primo lp."


video




Citazione del giorno:


"Il vero signore è lento nel parlare e rapido nell'agire. (Confucio)

sabato 21 agosto 2010

Domenico Cataldo-Biografia


DOMENICO CATALDO

BIOGRAFIA

Domenico Cataldo nasce il 13 maggio del 1974 a Cercola (NA), si trasferisce prima a Roma e poi a Cantù (CO) all’età di 7 anni. Inizia da adolescente lo studio della chitarra, inizialmente viene ispirato da The Edge (U2), Mark Knopfler (Dire Straits), Eric Clapton, Jimi Hendrix, Santana, analizzandone gli stili anche con l’aiuto di qualche lezione privata. In seguito approda allo studio di sonorità più distorte ma ugualmente raffinate, Joe Satriani, Steeve Vai, John Petrucci (Dream Theater), Vernon Reid (Living Colour). Approfondisce lo studio della chitarra iscrivendosi qualche anno dopo al CPM di Milano, dove si avvicina allo studio del Jazz, contemporaneamente si esibisce con svariati gruppi, primi tra tutti i Vinicious ed i Red Wine, nei locali della zona di Como e Milano. Nel 1997, con lo scopo di migliorare la sua posizione, partecipa inizialmente ad uno stage nel villaggio Valtur di Nicotera Marina (CZ) dove grazie ad esibizioni davanti ad un pubblico più cospicuo e sotto la guida di formatori acquisisce maggiori conoscenze concernenti il performing.

Rientrato da questa esperienza viene contattato dalla formazione milanese degli Ultima Stirpe con la quale partecipa nel 1998 al festival Emergenza Rock, qualificandosi alla semifinale nord-Italia al Palaconcerti Acquatica di Milano. Nello stesso anno, terminato il cammino con la band incide il primo disco solista Pay Attention, che lo vede emergere con due brani propri strumentali, ottenendo recensioni favorevoli e passaggi radiofonici da testate ed emittenti locali e nazionali, compresa un’inclusione nei palinsesti ucraini. Nel contempo viene contattato dagli LPS (Laboratorio Progettazione Sonora), amici di vecchia data, e con questa formazione si iscrive nuovamente, nel 1999 ad Emergenza Rock, vincendo la finale interprovinciale Como-Varese-Bergamo, tenutasi al B52 a Milano, e ripresentandosi di diritto alla semifinale nord-Italia presso il Propaganda. Resta con gli LPS fino al 2003 realizzando il primo CD del gruppo Memorie dal Sottosuono.

Di fondamentale importanza nel 1999 l’incontro con Massimo Ghianda, tastierista, arrangiatore e anch’egli compositore, col quale fonda gli Infinity: inizia così la stesura a quattro mani dei brani che andranno a formare il cd The Voice Of The Landscape, nel quale Cataldo oltre ad essere un compositore di musiche si scopre anche autore di testi. Il progetto vede l’uscita nel maggio 2004, anno nel quale inizia la promozione dello stesso, il lavoro ottiene eccellenti recensioni giornalistiche e passaggi in palinsesti radiofonici in varie parti d’Italia, alcuni brani sono tuttora in onda. Dal 2001 fino a Febbraio 2005 ha fatto parte de La Quitaumentata, formazione che ha proposto dal vivo brani dell’America Latina, grazie a questo progetto ha avuto modo di approfondire anche l’approccio al linguaggio e alle espressioni tipiche di quelle terre e di questo genere che offre una vastità enorme di spunti.

Nel 2006 ha partecipato al contest Bologna Music Festival accedendo alle semifinali nazionali proponendo materiale proprio. Esercita inoltre dal 1995 attività di insegnamento a titolo privato. Il 2008 vede l'uscita di Eventi ciclici, secondo disco solista presentato dal vivo in varie occasioni. Nel 2009 avvengono un a serie di collaborazioni tra cui una performance dal vivo con Angelo Ravasini dei leggendari Corvi, la composizione delle musiche che fanno da sottofondo al filmato di presentazione della Ditta Pixel di Firenze, e la stesura di lezioni online di teoria musicale per il portale Arquen.net. Nel 2010 esce The Way Out, terzo disco solista pubblicato dalla Videoradio di Beppe Aleo.

Discografia:

Pay Attention - 1998

Eventi ciclici - 2008

The Way Out – 2010

Domenico Cataldo info:

Official website: www.domenicocataldo.it

Domenico Cataldo MySpace: www.myspace.com/domenicocataldo


http://www.myspace.com/synpress44
Skype: synpress44
E-mail: synpress44@yahoo.it - synpressinfo@gmail.com
Tel: 0824-312966 ;
mobili: 349/4352719 (Donato Zoppo) - 328/8665671 (Francesca Grispello)