martedì 29 dicembre 2009

SEMIRAMIS - Dedicato a Frazz


Utilizzo una vecchia recensione di Ciao 2001, scritta da Enzo Caffrelli, per raccontare qualcosa dei Semiramis, gruppo in cui all'epoca militava un certo Michele Zarillo, diventato poi il melodico cantante conosciuto.

SEMIRAMIS

Dedicato a Frazz - Trident (1973)

A dispetto dell'unica esibizione dal vivo cui mi è stato possibile assistere, i Semiramis si presentano con un disco, che dovrebbe facilmente imporli all'attenzione del nostro pubblico.

Il quintetto, guidato dai fratelli Michele (chitarre e canto) e Maurizio Zarrillo (tastiere) si porta dietro ancora il retaggio tipico dei gruppi italiani, specie il difficile inserimento della voce e dei testi nelle musiche (ma perché cantano ancora tutti come Nico Di Palo?), uniti alla fatale immaturità degli esordi.

Ma la musica dei Semiramis è vivace e per certi versi originale: i testi sono buoni, le carenze di ritmica e di fusione quasi assenti, e semmai mascherate dalla ricchezza di corde e tastiere, legate e sovrapposte con molto gusto e padronanza di mezzi. Una ricchezza espressiva, che a parte il sint e l'Eminent facente veci del mellotron, è sottolineata dal vibrafono, affidato al batterista Paolo Faenza, ed alle campane, la famigerate "tubular bells" del bassista Marcello Reddavide, e dalla presenza di un altro ragazzo, Giampiero Artegiani, che affiancano ora l'uno ora l'altro leader alla chitarra acustica, alle dodici corde o al sint.

Le chitarre amplificate, tranne qualche scoria di hard rock, non sono fuori posto nel clima generale delle composizioni e della esecuzioni, piuttosto eterogenee, I brani migliori: "La bottega del rigattiere", "Uno zoo di vetro" (con un esplicito richiamo a Mike Oldfield), e "Per una strada affollata", dai delicati intermezzi acustici (anche i Genesis hanno insegnato parecchio).

Bello il disegno interno della copertina di Gordon Faggetter, l'ex batterista di Patty Pravo, oggi designer di successo: Gordon la sa lunga sulla pittura metafisica e sul surrealismo, ed il suo quadro ricorda "In the wake of Poseidon" dei King Crimson.

Enzo Caffarelli



I Semiramis sono un gruppo italiano di rock progressivo, provenienti da Roma.
Formatisi nel 1970, il gruppo arriva alla sua prima incisione nel 1973, incisione che resterà anche l’unica della loro carriera.
La prima formazione (che ancora non aveva un nome vero e proprio) comprendeva Maurizio Zarrillo alle tastiere, Marcello Reddavide al basso, Memmo Pulvano alla batteria e Maurizio Macos alla voce, tutti quindicenni. Due anni dopo il cantante abbandona il gruppo e viene sostituito da Michele Zarillo, fratello di Maurizio, che ricopre anche il ruolo di chitarrista.
Sceltisi il nome Semiramis, dalla famosa regina di Babilonia, il gruppo svolge una buona attività live e nel 1973 si appresta ad incidere il primo album. Pulvano è però costretto a lasciare il gruppo, non riuscendo più a conciliare gli impegni musicali con quelli del suo vero lavoro (era l’unico ad avere un posto fisso), e chiude la sua carriera di musicista.
Il suo posto viene preso da Paolo Faenza e viene aggiunto anche un altro tastierista Giampiero Artegiani. Con questa formazione viene dunque realizzato Dedicato a Frazz, in puro stile progressivo con influenze mediterranee come d’altronde succede a quasi tutti i gruppi italiani.
A tratti non perfettamente curato e con la voce di Zarrillo ancora grezza e poco incisiva, l’album è comunque considerato nel suo genere tra i migliori prodotti dell’epoca.
L’anno dopo i Semiramis preparano il loro nuovo disco, ma come successe a molti altri gruppi di quei tempi, l’album non uscì mai ed il gruppo si sciolse. Gli unici a restare nell’ambiente sono Artegiani, autore di alcuni dischi pop, e Michele Zarrillo, che diventerà cantante melodico di un certo successo negli anni ‘80 e che vanta diverse partecipazioni al Festival di Sanremo.

Discografia:
1973 - Dedicato a Frazz

Ultima formazione:
Maurizio Zarrillo - tastiere
Michele Zarrillo - voce, chitarra
Marcello Reddavide - basso
Paolo Faenza - batteria
Giampiero Artegiani - tastiere


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