mercoledì 24 dicembre 2008

Il mio pensiero per Natale


Pochi giorni fa, un amico mi ha inviato il link a un video particolare.
La canzone presentata è la famosissima e ricorrente “Stand by me”, quella che spesso abbiamo sentito da Lennon e persino in antica versione italiana di celentana memoria.
All’avvio del filmato un uomo di colore della Louisiana, mi pare, inizia il brano, seduto in strada come spesso ci capita di vedere da quelle parti, in TV o dal vivo.
Sin qui tutto relativamente normale.
Man mano che le immagini evolvono, ci si rende conto del significato della presentazione, e anche il titolo , su cui inizialmente non ci si sofferma , Playing for Change, suonando per il cambiamento, assume il giusto significato.
Dopo il musicista da strada americano si passa a uno olandese, che idealmente raccoglie il testimone, senza interrompere la continuità sonora.
E poi il messicano, l’africano, il francese, lo spagnolo, l’italiano e altri ancora.
Tutti questi artisti, che io segnalo “da strada”, ma che potrebbero essere professionisti, partecipano ad un progetto : Peace through Music, ovvero la ricerca della pace attraverso la musica.
Non ci ho riflettuto su e ho iniziato a mandare i miei auguri di Natale personali a tanti amici, e al posto della solita immagine tradizionale ho inviato il link al video.

Il Natale è spesso fatto di buoni propositi per il futuro, ma difficilmente si sfugge da logiche consolidate , e anche in momenti di estrema difficoltà generale, come quello attuale, il lato consumistico rimane ben saldo, e spesso la coscienza si assesta dopo aver comunicato, ad altri o a se stessi, "che almeno i bambini… ".
Anche io sono così.
Guardando il filmatino però mi è venuto naturale dare il significato ad una parola di cui sempre più spesso ci si riempie la bocca e che viene usata sia in chiave positiva che negativa:
globalizzazione.

Con il termine globalizzazione si indica il fenomeno di crescita progressiva delle relazioni e degli scambi a livello mondiale in diversi ambiti, il cui effetto primo è una decisa convergenza economica e culturale tra i Paesi del mondo.”

Questa è la definizione da “enciclopedia”.

Non è questo il giusto spazio per sputare sentenze, senza avere un contraddittorio, ma a me è venuto da pensare, guardando i musicistidi tutto il mondo : ”... ecco il mio ideale di globalizzazione!!”
Unità di intenti, unità di azione, stessa forza e uguali speranze .
Inutile dire che tipo di speranze.
Ma possibile che obiettivi così importanti debbano utilizzare mezzi e metodi "musicali"?
Cosa può fare la musica per portare la pace , per migliorare il mondo, per farci vivere bene?
Sono sempre rimasto perplesso davanti ai messaggi che una canzone reca in se, laddove i messaggi sono liriche che evidenziano una situazione da denunciare, una contestazione da portare avanti, una proposta su cui far convergere il pensiero comune.
Ma ciò di cui parlo, ciò in cui credo profondamente, è un linguaggio universale che non ha bisogno di testi , di parole e di gesti .
Ho già raccontato da queste pagine come pochi mesi fa, trovandomi in una strada di Memphis, davanti a decine di musicisti di poche pretese( ma di straordinario talento) ho assistito ad una scena fantastica, senza nessun accordo preventivo .
Poche note improvvise hanno messo in moto le gambe e le anche di due turiste di passaggio, e nello spazio di pochi minuti la strada era invasa da gente di ogni età e colore , che all’unisono danzava davanti alla mia videocamera.
Scena spettacolare!
Tutto questo, che potrebbe essere scambiato per la contagiosità della musica ritmata, in realtà rappresenta la stessa scena che vedrete tra poco : voglia di stare assieme, abbattimento di ogni sorta di barriera, obiettivo comune , atteggiamento positivo.

Quante volte capita di dire che siamo tutti fratelli , che siamo tutti uguali?!
Se ripenso alle mie vicende personali, e quindi senza voler dettare “le regole scolpite nella pietra”, mi accorgo che i momenti in cui sono diventato un tutt’uno con le persone che mi circondavano , con naturalezza e senza essere guidato dalla razionalità, è avvenuto in occasione di eventi musicali, i più disparati.
Chi mi guarda come un marziano, quando improvvisamente mi trasformo , mollo il freno e mi lascio andare come accadeva nell’adolescenza, sentendo un concerto o soltanto parlando di musica, probabilmente ha ragione, sono un marziano. Certo è che sono contento di possedere questo tipo di …sensibilità , che mi da l’opportunità di provare cosa voglia dire sentirsi in pace con ciò che ci circonda….a volte.
Ma allora, può la musica cambiare il mondo , stabilizzare i valori sul campo, farci vivere meglio?
Voltaire
sentenziava .”L’amicizia è un tacito accordo tra persone sensibili e virtuose”.
Amare la musica significa essere sensibili , per natura o per educazione, e se questo può condurre all’amicizia, il vincolo più forte che io conosca, anche pensare ad un mondo più a misura d’uomo potrebbe non essere un’utopia .
La musica arriva dritta al cuore , libera gli animi, senza bisogno di traduzioni, utilizzando un unico canale universale, da tutti riconosciuto, ed è questa la sua forza .

A questo punto, mi permetto di dare un piccolo consiglio a chi ancora è in cerca del regalo per il proprio piccolo , e vorrebbe fare una sorpresa , ma ha paura di sbagliare: regalate strumenti musicali, gettate un seme che potrebbe diventare un albero.
Troppo cari?
Confrontando il costo di un cellulare medio con strumenti dilettantistici, ci si rende conto che rinunciare ad un nuovo telefono potrebbe voler dire comprare quattro violini, oppure due flauti traversi, oppure due chitarre classiche/ acustiche, oppure una batteria, oppure due chitarre elettriche, oppure due bassi elettrici, oppure 10 armoniche a bocca, oppure una tastiera elettronica, oppure due mandolini, oppure dieci ukuleli e potrei proseguire.
Non sarà certo roba di estrema qualità , ma tanto basta per approcciare un mondo che non ha eguali.
Discorsi da marziani!

Buon Natale a tutti(il verde non è casuale)

Stand by me

video

1 commento:

Anonimo ha detto...

AUGURONI A TE E TUTTA LA TUA FAMIGLIA!!

PINO