sabato 22 novembre 2008

Gian Piero Chiavini racconta il suo "prog"




Ed ecco un altro "angolo del forumista tullico".

A parlarci di Jethro Tull e musica "Prog", Gian Piero Chiavini, alias g.piero.

Questa è una vecchia summa di considerazioni sull'importanza dei Jethro Tull nel rock (non ho messo di proposito nè l'isola di Wright nè il Rock and Roll Circus degli Stones, ma ho cercato di fare un panorama più ampio anche se soggettivo.
Come scrissi in una mia vecchia discussione ("cos'è il progressive?"), ho sempre considerato il progressive cercando di dargli una sistematizzazione (impresa impossibile e tutto sommato da sega mentale), come una specie di rosa dei venti con la stella principale in cui le 4 punte identificano le principali direzioni in cui il prog si è manifestato.
Le 4 punte sono per me i King Crimson come espressione di quello che fu poi identificato (a torto) come il prog propriamente detto (e cioè quello estetizzante e pomposo, da loro stessi disconosciuto già all’inizio sia in pezzi come 21’st Century Schizioid Man, Devil’s Triangle, Sailor’s tale e soprattutto da Lark’s Tongues in Aspic in poi), i Pink Floyd come alfieri dell'aspetto più sperimentale ed elettronico, i Soft Machine inizialmente come manifestazione principale del Canterbury Sound e poi del rock-jazz ed infine i nostri Jethro creatori di una musica sui generis partendo da basi blues abbastanza estranee agli altri gruppi prog.
Questo anche se le prime cose prog nascono nei Moody Blues, nei Nice, nei Wilde Flowers ed altri (non escluse certe cose dei Beatles).
Attorno o dietro questi quattro grandi gruppi nacquero e si svilupparono altri che definisco minori (dal punto di vista storico) e comunque non dei capiscuola e qui la lista può essere infinita, dai Genesis agli Yes, dai VDGG ai Caravan, dai Gentle Giant ai Gong ecc. ecc.
E' curioso come poi abbiano avuto più notorietà nel grande pubblico, ad esempio, epigoni dell'aspetto estetizzante dei King Crimson, come i Genesis piuttosto che i JT.
L'importanza storica dei JT? Cosa si intende per importanza storica? Il consenso del pubblico? La quantità di gruppi discepoli?




Io credo che, nonostante un iniziale notorietà mondiale fino almeno a TAAB ( ricordo una classifica del Melody Maker in cui i JT erano al 2° posto dietro i Beatles e prima dei Rolling Stones), e nonostante siano dopo 40 anni ancora in attività, i Jethro non abbiano poi avuto quella gran massa di fans e non riempiono gli stadi come altri; relativamente pochi li conoscono davvero, tant'è che quando ne parlo con qualcuno spesso mi viene risposto "Getro chi?" (salvo poi dire "ah, ma questa la conosco" alle prime note di Bourèe).
Non hanno avuto se non rari epigoni ed hanno influenzato relativamente poco il rock successivo. Eppure sono indubbiamente uno dei gruppi storicamente più importanti, perchè partendo da basi rock-blues ne hanno allargato i confini con influenze jazz e folk producendo una musica, ripeto, assolutamente sui generis tanto da poter essere al massimo copiata e non sviluppata da altri. Il flauto suonato su una gamba sola è quello che ha sempre colpito e che è sempre stato preso come simbolo dei JT, ma la loro musica va oltre il flauto (anche se questo strumento è perfetto per essere usato sia in chiave classica c he jazz e folk e, per come Ian lo usa, è anche un ottimo strumento per il rock ed il blues) e sono convinto che i JT avrebbero potuto sviluppare il loro particolarissimo sound anche senza flauto. L'importanza storica dei JT nel panorama rock sta proprio nella impossibilità di definire esattamente il loro sound ( e Ian ci scherza spesso su questo nei concerti definendo quello che la critica ha etto di loro: “progressive rock band, folk rock band, rock blues band….. CONNNNCCCCEPT ALBUM quando sarcasticamente presenta TAAB), nell'aver creato una musica senza confini, talora apparentemente di facile fruibilità in realtà estremamente complessa e questo porta inevitabilmente ad avere un numero di fans ridotto (ma affezionatissimo seppur spesso ipercritico) e ad avere pochi gruppi discepoli. Sono una pietra miliare, isolata (anche per l'intolleranza, ampiamente ricambiata, di Ian verso i critici musicali e gli scarsissimi rapporti con gli altri gruppi rock tranne quelli del folk-rock come Fairport Convention e Steeleye Span), isolata, ripeto, ma unica e irripetibile.


Living in the Past

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