mercoledì 2 luglio 2008

Pentangle


Ho riscoperto da poco i Pentangle......

gruppo legato alla mia adolescenza.
A quei tempi il “nuovo”, derivante dal prolificare dei gruppi Prog, assorbiva tutte le mie energie, e mi impediva di attingere all’enorme varietà di componenti musicali che mi circondavano.
Sono ancora in tempo per approfondire , ma non conosco adeguatamente questo gruppo e devo ricorrere alle informazioni recuperate on line.

Il gruppo dei Pentangle è stato, nel suo breve periodo di piena attività, tra i primi esploratori di un nuovo genere musicale, che univa tradizione inglese e scozzese, jazz, blues ed echi di rock, ricorrendo in genere ai soli strumenti acustici, risultando in tal modo all'ascolto ancora oggi estremamente attuale.
Il gruppo si formò nel 1967 dal nucleo costituito da due amici, chitarristi e appassionati sia del folklore inglese sia del blues americano, lo scozzese Bert Jansch e l'inglese John Renbourn.
All'attivo avevano già un album assieme (il notevole Bert and John del 1966) e diversi lavori solistici.
Per completare la formazione avevano bisogno di una vocalist donna (Jansch era già un eccellente interprete anche alla voce) e di una sezione ritmica.
La vocalist prescelta fu Jacqui McShee, che già aveva collaborato con Jansch; dotata di una voce estesa, particolarmente tersa ed intonata, ma all'occorrenza anche dotata di swing, divenne da subito uno degli elementi di base dei Pentangle, forse il principale.
Come sezione ritmica raggiunsero i Pentangle due tra i più apprezzati jazzisti inglesi del periodo, il bassista acustico Danny Thompson e il batterista Terry Cox.
L' accoglienza del pubblico fu buona, per un prodotto così raffinato.
Da tenere presente infatti la differenza di suono che era data dalla sezione ritmica, che spezzava e variava i ritmi come nel jazz, creando sconcerto in chi era (ed è) abituato al supporto metronomico del rock, nonché il ricorso a strumenti acustici, nell'era del trionfo della chitarra elettrica con distorsore.
Nonostante questi aspetti peculiari della loro proposta i Pentangle ebbero un buon seguito in Gran Bretagna nei primi anni '70, raggiungendo soprattutto un apprezzabile successo commerciale con l'album "Basket Of Light", che conteneva il loro (unico) successo su singolo, “Light Flight”, entrato nella top-10 inglese.
Anche in Italia conquistarono un piccolo ma fedele seguito, da tipica cult-band.Dopo il notevole album "Solomon's Seal" del 1972 però i cinque decisero di concludere l’esperienza: probabilmente si trovavano a mezza strada tra un gruppo con possibilità commerciali, ma senza un solido successo di mercato, e un gruppo di musicisti puri, ancora in attesa di un pieno riconoscimento da parte della critica, con gli svantaggi di entrambe le opzioni, e decisero quindi di proseguire separati la propria ricerca musicale.Negli anni '80 comunque quattro dei cinque Pentangle originari (senza Renbourn) ripresero la strada assieme, riproponendo la stessa miscela musicale degli inizi, in un contesto certamente più ricettivo.
L'ultima formazione dei Pentangle è incarnata dalla sola cantante Jacqui McShee.
Nel 1995, pubblica About thyme a nome Jacqui McShee, Gerry Conway e Spencer Cozens ai fiati. Tra gli ospiti compare Piggot al violino. Il trio McShee, Conway e Cozens prende il nome di Jacqui McShee's Pentangle, gruppo che pubblica Passe Avant (1999) e Feoffees' Land (2005).

Light Flight

video


Le ultime parole famose:

"Ormai Mickey Mouse (Topolino) non interessa piu' nessuno. Penso che dovremo eliminarlo". (Roy O. Disney, fratello di Walt, 1937)

Nessun commento: