giovedì 24 luglio 2008

CAN



Sempre avanti rispetto alla musica popolare contemporanea.....

i Can sono un gruppo di rock d'avanguardia degli anni settanta.
Sin dall'inizio la loro musica non è conforme a nessuno dei canoni del rock'n'roll e neanche a quelli della controcultura.
I Can sono influenzati dalla musica classica contemporanea del ventesimo secolo e gli artisti più affini sono Frank Zappa e i Velvet Underground, ma la loro musica e più seriosa e meno accessibile.
Invece di registrare pop o brani satirici, i Can sperimentano con il rumore, i sintetizzatori, la musica non tradizionale, le tecniche di copia-incolla e soprattutto la musica elettronica.
Ogni album segna un significativo passo oltre il precedente, esplorando nuovi territori che non interessano alle altre rock band.
I Can debuttano nel 1969 con “Monster Movie”, l'unico album con il vocalist americano Malcolm Mooney.
”Soundtracks”, del 1970, presenta il cantante giapponese Kenji 'Damo' Suzuki e contiene 'Mother Sky' una delle più note composizioni del gruppo.
Con il doppio album del 1971, “Tago Mago”, i Can diventano visionari e fanno a pezzi le forme canoniche della musica pop per esplorare lunghe improvvisazioni, ritmi spigolosi e tessiture sperimentali.
”Ege Bamyasy”, del 1972, raffina l'approccio e incorpora una nuova sensibilità jazzistica.
“ Future Days”, dell'anno successivo, è il canto del cigno di Damo Suzuki e viaggia ulteriormente nel minimalismo e in territori quasi ambient. Nel 1974, con “Soon Over Bamalooma”, i Can ritornano su terreni più complicati. ”Unlimited Editions” (1976) e “Saw Delight” (1977) ,sono altrettanto irrequieti e introducono un ampio spettro di musiche etniche.
Quando la band si scioglie nel 1978, dopo il successo dell'album “Flow Motion”, lascia un repertorio sorprendentemente innovativo.


Filosofia di vita di Damo Suzuki

Creo il tempo e lo spazio del momento con sound carrier locali, il che vuol dire che viaggio sempre da solo.
Ho diversi sound carrier e anche la musica è diversa.
Il mio network è ovunque e il suo fine è imparare a condividere l'energia.
Questo è il mio antidoto alla violenza.
Componiamo brani musicali sul momento e il metodo si chiama 'composizione istantanea' ed ogni volta è una nuova esperienza per i carrier sul palco e per il pubblico.
Ho una rete di sound carrier in tutto il mondo e il mio tour è il NEVER ENDING TOUR.
Ogni anno suono con 400 musicisti diversi in cinque continenti.
Nuovo e vecchio non riguardano la creazione della musica. C'è solo buona musica e cattiva musica.
Quello che faccio è molto casuale e non è paragonabile a nulla.
Do molto peso al processo creativo e nessuno al prodotto.
Serviamo un menù giornaliero per un pubblico di mentalità aperta a cui piaccia viaggiare con la testa.
Molte persone hanno bisogno di risposte e il prodotto è la risposta.
Mangiare prodotti o ascoltare prodotti non è come mangiare cibo appena cucinato.
Se si ascolta musica composta in precedenza si ascoltano solo band che si copiano a vicenda, notte e giorno e che cantano le stesse tessiture per anni e anni.
E' come fare banale turismo: vai a Parigi e c'è quella famosa torre, vai a Londra e c'è il Big Ben e ti fai delle foto davanti a quei posti.
Non ci sono vere esperienze personali: le persone fanno le solite cose perché ci sono altre che le hanno comprate e perché va di moda.
La gente è controllata dal capitalismo e dal materialismo: gli insegnamenti del diavolo.
Non ho bisogno di nessuna risposta. Ho abbastanza tempo per vivere e per creare.
Non mi piace essere uno schiavo del tempo e dei pensieri materiali. Tutta la natura è un processo creativo e non raggiunge alcun risultato. Quindi è senza tempo. Si sviluppa e sviluppa e non finisce mai.
Gli umani hanno bisogno di risposte perché hanno paura di non raggiungere alcunché e di non avere cose materiali nelle loro breve vita, ma questo non li aiuta.
Nasciamo e moriamo nudi, non possiamo portare le cose con noi. Mi posso sviluppare in tantissime direzioni diverse, quindi non ho tempo di limitarmi ad una singola cosa e lascio che le cose vadano, come succede naturalmente.
E' molto meglio vivere così: non c'è stress e si può sentire il respiro della natura e capire come vivere in sintonia con essa.
Perciò non smetterò mai di creare il tempo e lo spazio del momento. Mi faccio amici ovunque e la volta successiva che vado a trovarli la loro casa è la mia casa.
Quindi ho case ovunque. Di cos'altro ho bisogno?

Paperhouse


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