lunedì 7 aprile 2008

BANCO a Savona


Savona, 4 aprile 2008

Ho appena assistito al concerto del BANCO, al teatro Chiabrera, e provo a raccontarlo.
Il teatro è gremito e incontro le solite “facce da concerto”, quelli che io chiamo “addicted to music”, gli inguaribili seguaci della musica rock(il prog di questa sera è una diramazione della grande famiglia in cui tutti si riconoscono).
Sono in seconda fila ,seduto su di una bella poltroncina rossa, e forse non ho mai visto nessuna performance in queste assolute condizioni di favore, vale a dire comodo e vicino.
Si è sparsa la voce che Di Cioccio e’ in zona ed io scorgo anche Nico di Palo, che avevo già notato in platea al concerto della PFM dello scorso anno.
Non vedevo da anni il Banco .
Del gruppo che avevo sentito a Genova un secolo fa sono rimasti Vittorio Nocenzi alle tastiere, Franceso Di Giacomo al canto, Rodolfo Maltese alla chitarra (come ci rimasi male quando sostituì Todaro!!).
A completamento il bassista Tiziano Ricci, il batterista Filippo Masi ed il giovane Filippo Marchegiani , che scopro sia membro del gruppo da quattordicianni.
Commento col mio vicino di sedia, musicista da sempre, “il materiale” tecnico presente sul palco.
I grandi amplificatori fatti di casse e testate, le ridondanti batterie, le tastiere a trecentosessantagradi, le selve di chitarre, che un tempo colpivano lo spettatore, oggi non esistono più, forse non servono, e anche un “appoggiachitarra” risulta elemento superfluo.
Insomma, un palco minimalista che e’ in sintonia con le idee che Francesco ci regala.
Entra per ultimo sul palco, dopo che il resto della band si è gia’ scaldato.
Lo trovo più in forma di trentacinque anni fa ed anche il suo look non mi sembra casuale.
Esordisce elogiando il pubblico, unica cosa di cui un musicista non può fare a meno, elemento indispensabile per la realizzazione di un buon concerto.
Ci presenta il suo assoluto anticonformismo, con una certa vena polemica permeata di delusione .
Sfiora gli argomenti di attualità e sembra quasi capitato per caso on stage.
Un cantante di passaggio su di un palco pieno di luci alternate.
Ad un certo punto si avvicina a Nocenzi e gli chiede..... un permesso .
La cosa non sembra preparata.
Francesco si accentra e racconta una storia antica, quella di due gruppi che erano presentati come antagonisti, tanti anni fa.
Il BANCO e la PFM si contendevano con le ORME lo scettro del miglior gruppo italiano di Musica Prog, e probabilmente la rivalita’ era sentita, al di là di quanto dichiara un saggio (ma lo poteva essere a 25 anni?) Di Cioccio, nel piccolo filmato che segue.
Ma essere rivali non significa essere nemici e sono sicuro che l’affetto visto sul palco è rappresentativo di una stima umana e professionale dimostratasi palpabile questa sera.
E così Di Giacomo saluta Di Cioccio e Di Palo a centro sala , che si guadagnano una buona dose di applausi.


Franz sale sul placo e ringrazia , dal luogo in cui , nel gennio 2007, aveva incantato le genti col suo“ceeeeellllleeeebreeeesssccciooooonnnnn” , distribuito per settori di pubblico.
E poi la musica.
Pezzi antichi, come” R.I.P.,La Danza dei Grandi Rettili, La Conquista della Posizione Eretta, Il Ragno, Emiliano, E mi Viene da Pensare”.
Due ore di musica di qualità, con emozioni che arrivano dai ricordi, dalla tecnica, e dall’amalgama dei protagonisti, vecchi e nuovi.
E tutti i passaggi sono sottolineati da urla di approvazione e dalle mani che battono, elementi che sembrano davvero dare soddisfazione a Rudy(cosi’ ho captato nel labiale di Nocenzi) e soci.
E poi il bis.
Inzia Maltese con un assolo pro Beatles e a lui si unisce Marchegiani, per l’inizio di un sorprendente blues.
A ruota Nocenzi e Ricci, ma…manca il batterista.
Vittorio chiama Franz e Franz risponde.
Ed ecco una jam con un Di Cioccio scatenato che riempie la scena.
E’ il gran finale e non posso fare a meno di pensare che il “sembrar quasi per caso sul palco” , di Francesco, rechi in se una contraddizione .
Se è vero che il pubblico è l’elemento portante del concerto, e interagisce con la band, dando a lei energia, è altrettanto vero che la platea accumula e rilascia forza stimolata da qualcosa che non è necessariamente “la musica”.
Ho sempre definito Di Cioccio un animale da palcoscenico, un grande musicista capace di far saltare e di coinvolgere oltre misura il pubblico.
Forse il culmine si è toccato proprio nell’ultimo atto , nel momento “ibrido “ della serata.
Grande merito va a quel gruppo di amici che , dal palco, ci hanno regalato emozioni che non hanno niente a che vedere con la nostalgia del tempo passato.

video


Citazione del giorno:

"Ci sono quelli che perdono, ma che non si perdono, imperfetti indistruttibili,
costretti a essere liberi, sai che cosa c’è?
Hanno una specie di anima, che è sacra come i raggi di sole
…" (Francesco Di Giacomo)



1 commento:

Anonimo ha detto...

EMOZIONE!
Colpo al cuore quando ascoltai la prima volta il Banco e "L'Evoluzione"...avevo la conferma di tutti i miei dubbi, finalmente qualcuno aveva il coraggio di dirlo a voce spiegata (e con quale voce!), e che cavoli le cose vanno dette come stanno e non ho più avuto dubbi! Un album bellissimo quello di "Darwin!" con il punto esclamativo finale...come una certezza. Al di là di quanto ognuno di noi possa pensare o possa mettere la testa sotto la sabbia questo è...
ho comprato poi dopo "secoli", "No Palco", più moscio meno intrigante, ma si sà "si invecchia" anche se "Moby Dick", e "Non mi rompete" cantata in coro (come una volta)...mi fanno comunque un certo...non so che! Cazzarola che tempi!...e quando tornano più? Troppo forti, troppo...troppo!
Ciao,Raffaella.